Quando Alessia batteva Sofia e Andrea superava Leonardo: come sono cambiati i nomi in 25 anni

Nel 2000, in Italia, nascevano più di 9mila Alessia all’anno. Chiara e Martina superavano quota 8mila, Sara era tra i nomi più scelti e Sofia doveva accontentarsi del dodicesimo posto. Venticinque anni dopo, la classifica si è quasi capovolta: Sofia domina dal 2010, Aurora e Ginevra hanno conquistato le prime posizioni e molti dei nomi che riempivano le aule scolastiche all’inizio del millennio sono scivolati indietro nelle preferenze dei neogenitori.

Anche tra i maschi i gusti sono cambiati. Francesco, per diciassette anni consecutivi il nome più scelto in Italia, ha ceduto il primato a Leonardo nel 2018, mentre Edoardo, Tommaso e Mattia hanno guadagnato terreno. Alessandro e Andrea, invece, continuano a comparire tra i nomi più diffusi.

A riportare l’attenzione sulle scelte dei genitori è il nuovo rapporto Istat sulla natalità, che conferma Sofia e Leonardo in testa alle graduatorie del 2025. Per scoprire quanto siano cambiate le preferenze basta tornare alle classifiche di venticinque anni fa, quando alcuni nomi oggi associati ai trentenni dominavano incontrastati.

Da Alessia a Sofia, i nomi che hanno perso terreno

All’inizio degli anni Duemila Alessia era il nome femminile più scelto, davanti a Chiara, Martina e Giulia. Quest’ultima avrebbe poi conquistato il primo posto dal 2003 al 2009, prima dell’ascesa di Sofia, arrivata in vetta nel 2010 e mai più spodestata.

Altri nomi hanno conosciuto un declino ancora più evidente. Nel 1999 le bambine chiamate Laura erano oltre 2.800; nel 2020 appena 424. Francesca, scelta per più di 7mila neonate nel 1999, era scesa a 1.470 nel 2020. Una sorte simile è toccata ad Angelica: dopo aver superato le 2mila nuove nate nel 2006, nel 2020 si è fermata a 573.

Le preferenze cambiano, ma i nomi non seguono tutti lo stesso percorso. Emma, per esempio, nel 2000 veniva assegnato a poco più di 800 bambine; nel 2012 aveva sfiorato quota 5mila e nel 2020 era ancora scelto per oltre 3mila neonate. Un nome antico, legato anche alla letteratura europea, capace di tornare popolare dopo essere rimasto per anni lontano dalle prime posizioni.

La letteratura, del resto, ha lasciato qualche traccia anche nelle statistiche recenti. Lila, diventato familiare a milioni di lettori grazie alla quadrilogia dell’”Amica geniale” di Elena Ferrante, è stato attribuito a sei neonate nel 2019 e cinque nel 2020. Una notorietà letteraria enorme, che almeno in quelle annate non si è tradotta in una moda anagrafica.

Ben diverso il caso dei nomi scelti dai personaggi dello spettacolo, dove talvolta il cambiamento è stato rapidissimo. Nel novembre 2005 Francesco Totti e Ilary Blasi chiamano Cristian il loro primogenito. Quell’anno in Italia erano nati poco più di 1.600 bambini con lo stesso nome; nel 2006 diventano oltre 3mila. Due anni dopo arriva Chanel. Prima della nascita della secondogenita della coppia, nel 2007, il nome veniva assegnato a pochissime bambine. Nel 2007 le neonate chiamate Chanel diventano 63, l’anno successivo 158. Nel 2022 erano ancora 152. La sequenza si ripete con Isabel, nome scelto per la terzogenita nata nel marzo 2016: rispetto all’anno precedente, le bambine chiamate così passano da 570 a 910. Nel 2022 arrivano a 1.420.

Non è possibile sapere quante famiglie abbiano preso ispirazione direttamente dai Totti, ma la successione delle date e l’aumento delle registrazioni mostrano quanto rapidamente un nome possa acquistare visibilità e diffusione.

Leonardo ha spodestato Francesco, ma in alcune regioni resiste la tradizione

Tra i nomi maschili il ricambio è stato meno netto, almeno per alcuni protagonisti delle classifiche di inizio millennio. Nel 2000 Andrea era il più scelto, con oltre 10.500 neonati. Seguivano Francesco, con più di 10.300, Matteo, vicino a quota 10mila, e Alessandro, oltre 9mila.

Dal 2001 Francesco prende il comando e lo mantiene per diciassette anni consecutivi. Nel 2018 arriva Leonardo, che conquista il primo posto e lo conserva fino al 2025.

Nel frattempo, Edoardo e Tommaso guadagnano posizioni, mentre Francesco comincia ad arretrare: nel 2022 era ancora secondo, nel 2023 scende al quarto posto e nel 2024 al sesto.

La diffusione dei nomi, però, cambia anche spostandosi da una regione all’altra.

Nel 2024 Leonardo guidava la graduatoria in gran parte del Centro-Nord, mentre nella provincia autonoma di Bolzano il primo posto apparteneva a Noah. Francesco continuava a essere il nome più scelto in Molise, Puglia e Calabria, mentre Antonio resisteva al vertice in Campania e Basilicata.

Le differenze erano altrettanto marcate tra le bambine. Sofia occupava la prima posizione in molte regioni, ma nel Lazio prevaleva Ginevra, nelle Marche Vittoria e in Sicilia Aurora. In Basilicata il nome femminile più scelto era ancora Giulia.

Le classifiche mostrano così due tendenze che convivono: nomi capaci di affermarsi in gran parte del Paese e preferenze locali che continuano a distinguere territori anche vicini.

C’è poi un elemento da considerare quando si confrontano le graduatorie di oggi con quelle del 2000: nel frattempo i bambini nati in Italia sono diventati molti meno.

Nel 2025 le nascite sono state 355.772, contro le oltre 576mila del 2008. Di conseguenza, anche un nome che conserva una buona posizione può essere assegnato a un numero inferiore di bambini rispetto al passato. Per misurare quanto sia davvero diminuita la sua popolarità occorre guardare anche alla percentuale di neonati che lo ricevono.

Per questo le serie storiche sono particolarmente utili. Il Conta nomi dell’Istat permette di seguire l’andamento dei nomi dal 1999, scoprendo quando hanno raggiunto il massimo della popolarità e quanti bambini li hanno ricevuti nei diversi anni.

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Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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