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Allattamento, il grande vuoto della medicina: perché non esiste la “Lattologia”?

Mentre la scienza dedica migliaia di studi alla disfunzione erettile, le difficoltà legate all’allattamento restano un territorio inesplorato. Un editoriale del The Economist ha lanciato la denuncia al vuoto della medicina: “Le madri non hanno fallito, è la medicina ad aver fallito con loro”. Ma perché si fa così fatica a parlare di allattamento e perché non esiste la “lattologia”?

La provocazione internazionale

Se avete un problema al cuore, andate dal cardiologo. Se il problema riguarda il cervello, c’è il neurologo. Ma se una madre non riesce ad allattare il proprio figlio, a quale specialista medico deve rivolgersi? La risposta, incredibilmente, è: a nessuno. Nonostante le ghiandole mammarie siano possedute da metà dell’umanità, la medicina moderna ha trascurato per troppo tempo la funzione della produzione di latte, lasciando un vuoto che il The Economist ha definito scandaloso.

I numeri parlano chiaro e rivelano un pregiudizio sistemico nella ricerca scientifica. Nel database internazionale PubMed, le ricerche sulla “scarsa produzione di latte” sono circa 14.000; nello stesso archivio, la “disfunzione erettile”, che colpisce in modo decisamente meno vitale, vanta oltre 32.000 studi. Questa carenza di dati ha conseguenze reali: ogni anno oltre 130 milioni di donne partoriscono e circa il 40% di chi prova ad allattare incontra problemi, che vanno dal dolore fisico all’impossibilità biologica di produrre abbastanza nutrimento.

Consigli inutili e “ipotesi” anziché scienza

In assenza di una vera e propria “lattologia” medica, le madri vengono spesso lasciate nelle mani di consulenti non medici o numeri verdi che, pur con le migliori intenzioni, basano i propri consigli su intuizioni piuttosto che su fatti certi. Il risultato? Molte donne ricevono indicazioni descritte come “brutali” e prive di fondamento scientifico, come l’obbligo di attaccarsi a un tiralatte otto volte al giorno. Quando questo regime fallisce, il peso della colpa ricade interamente sulla madre, accusata di non essersi sforzata abbastanza.

In realtà, nuove ricerche suggeriscono che la scarsa produzione di latte colpisca tra il 10% e il 20% delle madri (molto più del 5% ipotizzato in passato) e che le cause siano spesso genetiche o biologiche, indipendenti dalla volontà della donna.

Un beneficio negato

L’allattamento non è solo una scelta personale, ma un tema di salute pubblica globale. Uno studio del Lancet citato nell’articolo del The Economist stima che, se tutti i bambini fossero allattati al seno, si potrebbero evitare 823.000 decessi infantili ogni anno. Eppure, la medicina continua a trattare l’allattamento come un processo “naturale” che non richiede specialisti, ignorando che anche il parto è naturale, ma non per questo consideriamo superflui gli ostetrici.

L’appello è chiaro: è tempo che la scienza medica smetta di ignorare le ghiandole mammarie. Le madri meritano diagnosi rigorose e trattamenti provati, non congetture o giudizi morali. Perché, come conclude il The Economist, quando l’allattamento fallisce, non è la madre ad aver fallito con il bambino: è la medicina ad aver fallito con lei.

Gli obiettivi dell’Oms e l’impatto sulla salute

Il paradosso di quest’assenza di una figura specializzata si riscontra nelle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, in merito alla cui pratica è categorica: l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita è l’intervento preventivo con il più alto potenziale di riduzione della mortalità infantile al mondo. Oltre a fornire una nutrizione insostituibile per la crescita, protegge i neonati da infezioni respiratorie e malattie diarroiche, riducendo inoltre il rischio di obesità e malattie non trasmissibili in età adulta. Nonostante i progressi abbiano portato la percentuale globale di neonati allattati esclusivamente al seno al 48% nel 2024, l’Oms ha recentemente innalzato l’obiettivo al 60% entro il 2030. Raggiungere questo traguardo richiede però un cambio di passo: non bastano le raccomandazioni se mancano investimenti e politiche di supporto che aiutino le madri a superare le difficoltà biologiche e pratiche che spesso rendono impossibile seguire queste linee guida.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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