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Torna il Met Gala, tra superstar, polemiche e proteste contro i Bezos

(Adnkronos) – A New York tutto è pronto: torna stasera l’evento più atteso dell’anno, il Met Gala, la serata di raccolta fondi che inaugura la mostra annuale del Metropolitan Museum of Art ogni primo lunedì di maggio. Nella Grande Mela fervono gli ultimi preparativi per l’appuntamento, dove il red carpet non è un tappeto come tutti gli altri ma una passerella che intreccia moda e potere. L’orologio segnerà le 17.30 a Manhattan (mezzanotte in Italia), quando inizierà ufficialmente la sfilata di celebrities. A guidare la cerimonia, come sempre dal 1995, Anna Wintour, la potentissima e ormai ex direttrice di Vogue Usa, vera sacerdotessa di questo rituale glamour, che riesce persino a eludere le regole del dress code imposte agli altri ospiti. 

Il Met Gala è un rito che affascina il mondo ben prima dell’era dei social: nasce nel 1948 e da allora è diventato uno degli appuntamenti simbolo del dialogo tra moda, arte e società. Formalmente si tratta di una cena di beneficenza organizzata dal Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, beneficiario diretto dei fondi raccolti attraverso le partecipazioni. Negli anni, però, l’evento ha assunto un peso culturale e mediatico tale da superare di gran lunga la sua funzione originaria.  

Gli ingredienti per la serata mediatica per eccellenza ci sono tutti, compreso il tema al quale ogni ospite deve attenersi. Quest’anno quello scelto è ‘Costume Art’, lo stesso che dà il titolo alla mostra allestita al Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, e che mette al centro “il corpo vestito nella vasta collezione del museo”, con sculture, dipinti e oggetti che attraversano oltre 5mila anni di storia dell’arte, insieme alle creazioni più iconiche del Costume Institute.  

La moda come arte, quindi, tra sartoria su misura e riferimenti artistici potenti che faranno da fil rouge alla serata. Spesso soprannominato come ‘Gli Oscar della moda’, il Met Gala attira star di tutto il mondo oltre ai big della moda internazionale, che vestiranno creazioni realizzate su misura. La lista degli invitati, circa 500 persone, resterà top secret fino all’ultimo momento, alimentando rumor e speculazioni. I numeri, come sempre, sono vertiginosi: il costo ufficiale di un singolo posto ha toccato quest’anno i 100mila dollari, mentre i tavoli possono arrivare fino a 350mila dollari. Secondo indiscrezioni circolate negli ambienti che contano, alcuni biglietti sarebbero stati offerti a prezzi scontati, sia per garantire la presenza di nomi considerati strategici dal punto di vista mediatico, sia per la bufera nata dalla presenza del fondatore di Amazon, Jeff Bezos. 

A scatenare la polemica prima ancora dell’inizio della serata sono stati i presidenti onorari di questa edizione, Bezos e la moglie Lauren Sánchez Bezos, sponsor principali del Met Gala 2026. La coppia, convolata a nozze a Venezia lo scorso anno, avrebbe finanziato l’evento con circa 10 milioni di dollari, con il benestare di Anna Wintour ma non senza suscitare critiche e minacce di boicottaggio, soprattutto da parte di chi guarda con sospetto al crescente peso dei miliardari nella governance culturale.  

Quanto ai co-chair della serata, quest’anno ad affiancare Anna Wintour saranno tre super donne: Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams. Il comitato ospitante è invece guidato dai co-presidenti Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent, e l’attrice Zoë Kravitz. Confermate anche la modella Adut Akech, l’attrice Angela Bassett e la popstar Sabrina Carpenter. 

Tra le presenze più attese figurano Rihanna con A$AP Rocky, Lady Gaga, Hailey Bieber, le sorelle Jenner, Chappell Roan, Bad Bunny e Doechii. Attese anche Dove Cameron, Dua Lipa, Billie Eilish e Donatella Versace, oltre ad Anne Hathaway, Jacob Elordi, Jenna Ortega, Emma Stone ed Elle Fanning. Immancabili le top model Emily Ratajkowski e Gigi Hadid. Tra le veterane del Met Gala spiccano Blake Lively e Kim Kardashian, che tre anni fa fece discutere per l’abito appartenuto a Marilyn Monroe. Quest’anno si vocifera che per Kim Kardashian possa essere il primo Met Gala insieme a Lewis Hamilton. Assenti annunciati il sindaco di New York Zorhan Mamdani, Zendaya e Meryl Streep, reduce dal successo de ‘Il Diavolo veste Prada 2’.  

Ed è proprio il cinema a rendere ancora più sottile il confine tra finzione e realtà. Nel sequel de ‘Il diavolo veste Prada’, il bersaglio non è più solo Miranda Priestly/Anna Wintour, ma i nuovi ‘padroni dell’universo’: miliardari della tecnologia e le loro compagne iper-influenti, in un gioco di rimandi trasparenti a Jeff Bezos e Lauren Sánchez. Nel film, il personaggio di Emily Blunt diventa una donna potentissima accanto a un magnate che a detta di molti ricorda un mix tra Bezos ed Elon Musk, mentre l’ombra dell’ex moglie filantropa evoca Mackenzie Scott, ex moglie di Bezos. La trama, con il tentativo di comprare ‘Runway’ e l’intreccio con l’élite culturale, anticipa e amplifica il potere dei miliardari nel plasmare sempre più moda e media. E con l’uscita del film a ridosso del Met Gala sponsorizzato proprio dai Bezos, la finzione sembra superare la realtà. Un ultimo aneddoto: nonostante il divieto ufficiale di usare smartphone durante l’evento, negli ultimi anni è diventato quasi un rituale scattarsi selfie nei bagni del museo. Un gesto non autorizzato ma ormai parte integrante del folklore del Met Gala. (di Federica Mochi) 

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