(Adnkronos) – “Paradossalmente, l’Opas di Intesa su Mps potrebbe segnare la fine del terzo polo così come è stato immaginato negli ultimi mesi. Ma non della competizione tra poli”. Lo dice all’AdnKronos Fabio Caldato, portfolio manager, AcomeA Sgr, commentando l’offerta lanciata da Intesa Sp su Mps e analizzando il nuovo possibile equilibrio del sistema bancario nazionale alla luce del risiko in corso.
“Si parla molto dell’ipotesi per cui il Banco Bpm possa convergere su Unicredit, che vedrebbe il sistema bancario italiano strutturato attorno a due grandi aggregati di dimensione europea. Ritengo poco probabile, nel contesto attuale, una mossa forte di Unicredit in un momento di pieno focus su Commerzbank”, sottolinea.
Viceversa, spiega ancora Caldato, “un nuovo terzo polo da costruire attorno al nuovo nucleo tosco-emiliano Bper-Mps, pare affascinare chi guarda agli aspetti più politici e meno finanziari. Il disegno strategico nazionale, se ci fosse veramente, vedrebbe forse emergere un definitivo campione nazionale (Intesa) e uno proiettato in Europa (Unicredit)”, dice ancora.
L’esperto chiosa che “ogni commento non può esulare, infine, dal vero nocciolo della questione che risiede a Trieste: i nuovi scenari permettono di calcolare la somma degli azionisti italiani di Generali Assicurazioni, che andrebbero a sfiorare il 50%, blindando de facto l’italianità del Leone”. (di Andrea Persili)
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