La Regione Toscana amplia l’accesso alla contraccezione gratuita, abbassando a tredici anni l’età minima per usufruire del servizio. La decisione della Giunta mira a uniformare i requisiti anagrafici con quelli già vigenti nei Consultori giovani, che dal 2023 accolgono ragazzi nella fascia tra i tredici e i venticinque anni.
Il diritto a ricevere gratuitamente farmaci e strumenti contraccettivi è confermato senza limiti di reddito per tutti i cittadini fino ai venticinque anni. Oltre tale soglia, e fino ai quarantacinque anni, vengono invece introdotte nuove condizioni economiche: il servizio sarà riservato a chi possiede un indicatore Isee non superiore ai 30 mila euro o a chi rientra in specifiche categorie di esenzione. Il limite precedente era fissato a 36.151 euro. Resta garantita la gratuità per i disoccupati.
Per accedere alle misure, i cittadini devono essere iscritti al Servizio sanitario nazionale e risultare residenti o domiciliati in Toscana. La gratuità è estesa anche agli stranieri temporaneamente presenti sul territorio e agli studenti universitari che possiedono la carta unica dello studente, indipendentemente dalla residenza. Sono previste deroghe ai criteri di reddito per le donne tra i ventisei e i quarantacinque anni che scelgono la contraccezione entro dodici mesi dal parto o entro ventiquattro mesi da un’interruzione di gravidanza.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l’assessora alla sanità, Monia Monni, hanno ricordato come il progetto, nato nel 2018, rappresenti un modello di riferimento a livello nazionale. “Lo riteniamo un servizio importante e riteniamo giusto garantire l’accesso gratuito a metodi contraccettivi, senza paletti legati al reddito, fino a venticinque anni in modo da favorire scelte informate e consapevoli” ha affermato l’assessora Monni.
Per verificare l’impatto delle nuove norme e definire quali farmaci includere nell’elenco di quelli gratuiti, la Regione ha programmato l’istituzione di un tavolo tecnico. L’impegno dell’ente prosegue parallelamente sul fronte della prevenzione, attraverso attività di educazione all’affettività e alla sessualità promosse direttamente all’interno delle scuole.
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