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martedì 28 Luglio 2026
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A 72 minuti da una mammografia: nell’entroterra siciliano solo 4 donne su 10 arrivano allo screening

Settantadue minuti. È il tempo che separa una donna di Nicosia dal primo ospedale utile per una mammografia. Un’ora e dodici di curve, strade che si arrampicano tra i monti dell’ennese e che non misurano solo la distanza tra un paese e l’altro, ma quella, ben più grave, tra una persona e il proprio diritto alla cura. In questo entroterra siciliano, dove la prevenzione diventa un percorso ad ostacoli e un semplice controllo si trasforma in una rinuncia silenziosa, nasce Nicosiana: un festival che prova a spezzare l’isolamento, portando gli screening oncologici direttamente in piazza e restituendo alle donne un tempo che non dovrebbe mai essere un lusso.

I dati dell’emergenza nazionale

Il divario geografico siciliano si inserisce in una crisi nazionale di adesione alla prevenzione che i numeri della Fondazione Gimbe definiscono “pesantissima”. Nel 2024, oltre 7,6 milioni di persone in Italia sono rimaste escluse dai programmi gratuiti di screening oncologico. La conseguenza è un silenzio diagnostico spaventoso: si stima che oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose non siano stati intercettati, di cui circa 11.000 sono carcinomi della mammella che avrebbero potuto essere trattati tempestivamente.

In questo scenario, la Sicilia è la penultima regione d’Italia, dopo la Calabria, per partecipazione agli screening organizzati. Secondo il sistema di sorveglianza PASSI dell’Istituto superiore di Sanità 2023-2024, nell’Isola la copertura totale per la mammografia si ferma al 61%, contro il 75% della media nazionale. Il dato che più colpisce il cuore di questa emergenza riguarda la continuità: quasi quattro donne siciliane su dieci (39%) non rispettano i tempi raccomandati per i controlli; di queste, ben il 19% non ha mai effettuato una mammografia in tutta la sua vita.

Nicosiana: quando la piazza si fa ambulatorio

Per abbattere questo muro di isolamento, dal 27 al 29 agosto nasce Nicosiana, un festival che trasforma il cuore del comune di Nicosia in un presidio di salute e solidarietà. L’iniziativa, ideata dall’associazione Divina Mania in collaborazione con il Comune e l’Azienda sanitaria provinciale di Enna, non è una semplice manifestazione estiva, ma un atto di resistenza civile. Per due giornate verranno offerti screening gratuiti (visite ginecologiche ed ecografie al seno) per annullare quelle barriere economiche e logistiche che tengono le donne lontane dagli ospedali.

A sostenere la manifestazione come testimonial saranno le attrici Ludovica Bizzaglia e Valeria Solarino, e gli attori Alberto Paradossi e Giacomo Ferrara. Sul palco, le donne del territorio che hanno vissuto la diagnosi oncologica racconteranno pubblicamente la propria storia. La paura, la scoperta del male, il rapporto con il corpo e il difficile ritorno alla quotidianità usciranno dal privato per diventare coscienza collettiva, aiutando altre donne a vincere il tabù del controllo.

Le voci della comunità

 “Nicosiana nasce da un’urgenza che sentiamo prima di tutto come donne e come persone cresciute in questa comunità: portare la prevenzione al centro del discorso pubblico e trasformarla in un impegno collettivo – ha spiegato Debora Leonardi, ideatrice della manifestazione e anima dell’associazione Divina Mania -. Vogliamo che da queste giornate restino una consapevolezza più forte e una richiesta condivisa di maggiore attenzione e servizi”.

 Maria Di Costa, delegata alla Salute di Nicosia, ha inquadrato la battaglia politica dietro il festival: “In un territorio come il nostro, la necessità di spostarsi verso altri centri può scoraggiare o rinviare gli esami. La possibilità di rendere operativo in tempi brevi un mammografo già presente a Nicosia rappresenterebbe un passo importante per avvicinare la diagnosi precoce alle donne”. Infine, Antonio Monsellato, direttore artistico, ha sottolineato la missione sociale della cultura: “Non vogliamo soltanto animare le sere d’agosto, ma costruire occasioni di informazione, ascolto e confronto, capaci di lasciare un segno concreto anche dopo la conclusione della manifestazione. Anche questa edizione affida ai linguaggi della cultura e dello spettacolo il compito di richiamare l’attenzione sui bisogni del territorio”.

Il riscatto possibile: la lezione di Enna

Se il quadro regionale è drammatico, la provincia di Enna dimostra che cambiare rotta è possibile. Grazie a una strategia di “prossimità” basata su contatti telefonici capillari e prenotazioni effettuate nelle piazze e persino durante le sagre, l’adesione allo screening mammografico nel territorio ennese supera il 70%, il valore più alto della Sicilia.

Nicosiana si inserisce in questo solco, puntando a un obiettivo finale concreto: attivare il mammografo già presente nel paese. Perché la salute non può essere una questione di chilometri, e quei 72 minuti di viaggio devono smettere di essere l’ostacolo che separa una donna dalla speranza

Welfare

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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