Napoli, cresce il progetto Cura Sospesa: prestazioni sanitarie gratis per chi non può permettersele

Per capire il significato della Cura Sospesa bisogna partire dal suo antenato: “Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…”, scriveva Luciano De Crescenzo nel suo libro Il caffè sospeso, pubblicato nel 2009.

Oggi, Napoli applica lo stesso principio a un’esigenza più grave e sempre più avvertita dalla popolazione: quella di potersi curare. Da qui nasce l’Associazione Cura Sospesa, che si basa sulla solidarietà di medici, centri diagnostici e cittadini privati, uniti dall’obiettivo di aiutare chi ne ha bisogno. “Chi può, lascia un caffè sospeso al banco. Chi ne ha bisogno, lo trova ad aspettarlo. Noi abbiamo applicato la stessa idea alla salute”, si legge sul sito di Cura Sospesa.

Nascita ed evoluzione di Cura Sospesa

Inaugurato ad aprile 2026, su iniziativa dei fratelli Francesco e Alessandro Ivone, nel mese di ottobre il progetto ha iniziato a coinvolgere la rete di solidarietà alimentare per contrastare l’aumento del carovita. La Caritas e altre reti di solidarietà cittadine stanno allestendo nuovi ambulatori di prossimità che incrociano i bisogni di salute con la distribuzione della spesa per le famiglie vulnerabili di Forcella e dei Quartieri Spagnoli.

Cura Sospesa ha aperto il suo primo luogo fisico e presidio ufficiale l’11 settembre all’interno di Casa Ariete, nel cuore dello storico quartiere di Forcella. Qui i cittadini in difficoltà possono recarsi di persona per chiedere aiuto, incontrare i volontari e prenotare le prestazioni mediche di cui hanno bisogno.

Il progetto si basa sull’adesione volontaria di medici e specialisti, cliniche e laboratori privati che mettono a disposizione le proprie competenze e i proprio macchinari per visite, esami e accertamenti gratuiti.

I cittadini meno abbienti che si rivolgono alla struttura possono accedere gratuitamente a visite mediche specialistiche in varie branche della medicina, beneficiando della disponibilità dei professionisti della rete. Oltre ai controlli clinici, il servizio copre l’esecuzione di esami diagnostici e accertamenti strumentali che spesso hanno costi proibitivi o liste d’attesa troppo lunghe nel sistema pubblico. Infine, il progetto include la fornitura di farmaci e l’accesso a specifici percorsi terapeutici o riabilitativi, garantendo così una presa in carico completa e dignitosa per il paziente.

In tutto, l’associazione opera su quattro aree di intervento: visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci e interventi chirurgici. Ogni prestazione è erogata attraverso strutture sanitarie qualificate e convenzionate. 

Come sostenere il progetto da privato

Chi non è un professionista sanitario può sostenere il progetto Cura Sospesa in due modi:

  • Donazione in denaro ad importo libero direttamente sulla piattaforma web ufficiale dell’iniziativa. Le aziende possono attivare un fondo dedicato con il proprio nome;
  • Candidarsi come volontario civico per supportare l’associazione nella gestione quotidiana delle attività, nell’accoglienza dei pazienti o nella promozione delle campagne di sensibilizzazione sul territorio.

Ogni contributo viene registrato, tracciato e utilizzato per offrire i servizi offerti dall’associazione, che non genera alcun profitto.

Non sostituisce il Ssn

L’associazione nasce per ridurre il vuoto di cura lasciato dalla crisi del Ssn, che, però, resta insostituibile. “Il nostro ruolo è integrare dove il sistema pubblico non riesce ad arrivare, con un supporto complementare e temporaneo”, si legge sul sito.

La portata del sostegno dipende dal numero di professionisti volontari e di donatori: “se i fondi non sono immediatamente disponibili non possiamo garantire tempistiche di erogazione definite. Ogni richiesta viene gestita nell’ordine di priorità stabilito dai criteri, con aggiornamenti costanti al richiedente”, spiega l’associazione.

Vulnerabilità economica in Campania

Le rilevazioni Istat più recenti per l’area metropolitana di Napoli e la regione Campania delineano un quadro di forte vulnerabilità economica e sociale, che incide fortemente sul diritto a curarsi:

  • Vulnerabilità economica metropolitana: il 23,1% della popolazione residente si trova in una condizione di fragilità o vulnerabilità economica, vivendo una dimensione di forte deprivazione materiale o sociale;
  • Divario della povertà assoluta e relativa in Campania: Le rilevazioni su macroarea mostrano che nel Mezzogiorno l’incidenza della povertà assoluta (l’impossibilità di acquistare beni e servizi minimi essenziali) si attesta al 10,5% delle famiglie. Tuttavia, il dato più critico riguarda la povertà relativa, che in Campania colpisce il 21% delle famiglie (pari a circa il doppio rispetto alla media nazionale dell’11%).

In Italia, il diritto alla cura è sempre più un privilegio

Pochi giorni prima dell’apertura del primo centro fisico a Casa Ariete, l’Ocse ha certificato le crescenti difficoltà del Sistema sanitario nazionale. Nel 2025 l’Italia si colloca al 15° posto su 27 Paesi europei dell’area Ocse per spesa sanitaria pubblica pro-capite e all’ultimo posto tra gli Stati membri del G7.

La spesa pubblica per la sanità si ferma al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024, contro una media Ocse ed europea che si attesta al 7,1%. In termini assoluti, l’Italia spende 3.952 dollari pro-capite, ben 1.013 dollari in meno della media dei Paesi europei (4.965 dollari) e 909 dollari in meno della media Ocse (4.861 dollari).

Nel 2025 la spesa pro-capite italiana è meno della metà di quella tedesca (8.726 dollari). Nel panorama europeo, l’Italia si trova ormai stabilmente nelle retrovie: davanti al nostro Paese ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre solo alcuni Paesi dell’Europa orientale e meridionale restano indietro.

Il risultato è un fenomeno di impoverimento e indebitamento delle famiglie che si traduce, nei casi più gravi, nella rinuncia alle cure: un salto indietro rispetto al principio universalistico su cui è stato costruito il Servizio Sanitario Nazionale nel 1978.

—

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Siena
nubi sparse
22.8 ° C
22.8 °
22.8 °
54%
4.4m/s
28%
Mar
23 °
Mer
24 °
Gio
21 °
Ven
18 °
Sab
21 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS