SIENA – Un capolavoro della medicina moderna e del lavoro di squadra ad altissima specializzazione ha restituito la speranza ad un paziente affetto da una severa e simultanea insufficienza d’organo: una gravissima patologia cardiaca unita a un’insufficienza renale cronica terminale che lo costringeva alla dialisi peritoneale. All’azienda ospedaliero-universitaria senese è stato portato a termine con successo uno straordinario trapianto combinato di cuore e rene, una procedura di rara ed estrema complessità che in Italia conta pochissimi casi all’anno e che in Toscana non si registrava dal 2010, eseguito anche in quel caso nel centro di riferimento regionale delle Scotte.
L’intervento rappresenta il coronamento di un lungo e delicato percorso clinico gestito da un’ampia équipe multidisciplinare. Il paziente ha prima affrontato un ricovero di circa sette mesi nel reparto di cardiologia, diretto dalla professoressa Serafina Valente, durante il quale è stato preparato e monitorato costantemente in stretta sinergia con il professor Guido Garosi, direttore della nefrologia, dialisi e trapianto e del Centro trapianti rene dell’Aou Senese. L’idoneità e la pianificazione chirurgica sono state valutate nei dettagli dall’Heart team, composto dai cardiochirurghi Massimo Maccherini (responsabile del Centro Trapianto Cuore) e Sonia Bernazzali, dalle cardiologhe Serafina Valente, Francesca Maria Righini e Carlotta Sorini Dini, oltre che dai nefrologi Guido Garosi, Giulio Monaci e Fabio Rollo. La parte chirurgico-urologica è stata invece coordinata dal professor Vincenzo Li Marzi, responsabile del programma universitario di trapianto di rene e chirurgia urologica.
Quando si è resa disponibile la preziosa donazione da parte di un donatore deceduto idoneo per entrambi gli organi, la complessa macchina dei soccorsi e della chirurgia si è messa in moto. Un passaggio chiave ha visto la collaborazione con l’équipe del professor Sergio Serni dell’Aou Careggi di Firenze, che ha curato il prelievo del rene collocandolo immediatamente in un macchinario di perfusione meccanica ad avanzata tecnologia, evitando il classico passaggio in ghiaccio. Questa fondamentale innovazione tecnologica ha consentito di estendere la protezione dell’organo e i tempi di ischemia fredda in totale sicurezza, permettendo ai medici di concentrare gli sforzi sull’intervento primario e di valutare la stabilità del ricevente prima del secondo innesto.
In sala operatoria si è proceduto prima con l’impianto del cuore, eseguito dal dottor Maccherini insieme ai cardiochirurghi Andrea Gambacciani e Sandro Sponga. Il paziente è stato poi trasferito nel reparto di anestesia e rianimazione cardio-toraco-vascolare, diretto dal professor Federico Franchi, per un rigoroso monitoraggio emodinamico. Accertata la perfetta stabilità clinica, il professor Li Marzi, affiancato dalle dottoresse Vanessa Borgogni e Giuliana Ruggieri, ha condotto il trapianto renale, che si è concluso con un’immediata ripresa funzionale dell’organo.
Entrambi gli organi hanno risposto in modo eccezionale al doppio impianto, permettendo al paziente di essere estubato rapidamente e di passare dal reparto di terapia intensiva a quello di sub-intensiva in soli quattro giorni. Il decorso post-operatorio è proseguito in modo fluido e privo di complicazioni, fino alla completa guarigione e alla successiva dimissione a casa.
La riuscita del delicato intervento è il risultato di un coordinamento capillare che ha coinvolto il Coordinamento regionale organi e tessuti (Craot) guidato dalla dottoressa Chiara Lazzeri, gli psicologi, i tecnici di laboratorio per i test di compatibilità, gli infermieri, gli Oss e il personale tecnico di sala operatoria. Una sinergia celebrata anche dalle istituzioni regionali: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora alla Sanità Monia Monni hanno espresso un profondo ringraziamento ai familiari del donatore per l’immenso gesto di generosità e a tutti i professionisti della rete trapiantologica, rimarcando il ruolo d’eccellenza della sanità toscana. Nei primi sei mesi del 2026, la regione si conferma infatti ai vertici nazionali ed europei con un aumento del 10 per cento dei donatori rispetto all’anno precedente e un tasso di opposizione in netto calo.
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