SIENA – Un colpo durissimo al patrimonio accumulato all’ombra della criminalità organizzata calabrese è stato messo a segno in Toscana, dove la Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di confisca di una villa, un’autorimessa e terreni per un’estensione superiore ai 900 metri quadrati nella provincia senese. I beni immobili, il cui valore complessivo si aggira intorno ai 600mila euro, sono tutti riconducibili all’imprenditore 65enne Rosario Rechichi, un nome che gli inquirenti ritengono da tempo contiguo alla potente e ramificata cosca di ‘ndrangheta dei Tegano-De Stefano.
L’operazione odierna rappresenta il coronamento di una complessa e meticolosa indagine economico-patrimoniale coordinata direttamente dal procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, insieme alla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia reggina, Sara Amerio. Sul campo hanno operato gli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Firenze, affiancati dal supporto operativo dei colleghi del Gico di Reggio Calabria e dello Scico. Le fiamme gialle hanno così dato esecuzione al decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, su precisa proposta avanzata dalla Dda calabrese.
La ricostruzione contabile e patrimoniale, che ha superato il vaglio del contraddittorio con il proposto e con i terzi interessati, ha permesso ai giudici di ritenere pienamente sussistenti tutti gli elementi per configurare a carico dell’imprenditore gravi indizi di pericolosità sociale qualificata. Questo provvedimento conferma in toto l’impianto investigativo che già nell’aprile del 2025 aveva portato al sequestro preventivo dei medesimi beni oggi definitivamente confiscati.
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