Un importante intervento di riqualificazione edilizia e sociale ha trasformato una serie di immobili sottratti alla criminalità organizzata in nuovi spazi al servizio della cittadinanza. Nella giornata di oggi, la vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, si è recata in visita a Ponte a Tressa, frazione del comune di Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena, per un sopralluogo alle strutture collocate in via Lelio Basso.
L’appuntamento rientra in un percorso di verifiche che la vicepresidente sta conducendo sul territorio per monitorare il recupero dei beni confiscati alle mafie, i cui progetti di ristrutturazione sono stati sostenuti anche da un finanziamento della Regione pari a 90mila euro.
Il complesso immobiliare, in passato riconducibile alle attività illecite, ospita oggi cinque alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati alle famiglie in difficoltà economica, un magazzino a disposizione del Comune, un ambulatorio dedicato ai medici di famiglia e un circolo Arci. Ad accogliere la rappresentante della Giunta toscana all’avvio della visita, svoltasi nei locali del Municipio in via Roma, è stato il sindaco di Monteroni d’Arbia, Gabriele Berni, alla cui presenza si sono uniti nel corso del sopralluogo anche i dirigenti del circolo locale.
“Suscita davvero una bella sensazione vedere da vicino come simboli del potere criminale siano rinati all’insegna della lotta all’emergenza abitativa, della cultura, della socialità, della coesione”, ha dichiarato la vicepresidente Diop, sottolineando il valore della collaborazione tra i diversi enti e il tessuto associazionistico. Ha poi aggiunto: “Qui a Monteroni abbiamo un grande esempio di cosa può fare il gioco di squadra tra istituzioni e società civile che ci deve guidare nella piena restituzione alla comunità anche di realtà più grandi e complesse come la tenuta di Suvignano, che insiste proprio nel territorio di Monteroni d’Arbia”.
Il primo cittadino ha espresso analoga soddisfazione, rimarcando il significato civile del progetto per l’intera area senese: “Gli alloggi di Ponte a Tressa rappresentano per noi il simbolo del riscatto di un territorio che fa della legalità un principio fondamentale della nostra cultura. Una azione concreta che ha visto prendere gli immobili appartenuti alla mafia ed assegnarli a famiglie di cittadini del territorio che erano in attesa degli alloggi popolari perché in difficoltà socio/economiche”. Berni ha poi evidenziato come l’apertura dei fondi e degli ambulatori costituisca un’opportunità di crescita per l’assistenza e i servizi alle persone sul territorio, ringraziando la Regione Toscana per il supporto economico concesso.
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