FIRENZE – Lo sciopero del commercio è stato proclamato da Filcams Cgil Toscana e Uiltucs Toscana in occasione delle festività di Pasqua e Pasquetta 2026, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori di negozi ed esercizi commerciali in tutta la regione.
La mobilitazione prevede l’astensione dal lavoro durante le giornate festive, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul valore del tempo libero e sulla tutela della qualità della vita dei dipendenti del settore. Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, le festività dovrebbero rappresentare un momento dedicato agli affetti e alla dimensione personale, spesso sacrificata a favore delle esigenze del consumo continuo.
Al centro della protesta, infatti, c’è una critica al modello organizzativo del commercio negli ultimi anni, caratterizzato da liberalizzazioni e da una crescente apertura nei giorni festivi. Una dinamica che, secondo i sindacati, ha progressivamente svuotato il significato delle ricorrenze, trasformandole in normali giornate lavorative.
Filcams Cgil Toscana e Uiltucs Toscana chiedono un cambio di approccio che rimetta al centro il benessere delle persone, la sicurezza e una migliore organizzazione dei tempi di lavoro. L’obiettivo è riequilibrare le esigenze economiche con i diritti dei lavoratori, evitando che le festività vengano sistematicamente assimilate a giornate ordinarie.
Le due sigle ricordano inoltre che, in base alle disposizioni previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, la prestazione lavorativa durante le festività civili e religiose non è obbligatoria. I dipendenti possono quindi rifiutare il turno festivo senza subire imposizioni, principio ribadito anche da diverse pronunce giurisprudenziali.
Resta ora da capire quale sarà l’adesione effettiva allo sciopero sul territorio toscano e quali potranno essere le conseguenze per l’apertura dei negozi durante le festività.
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