SIENA – I legami millenari tra le sponde del Mediterraneo e il valore della cooperazione scientifica internazionale sono al centro della rassegna “Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia”. L’evento espositivo, ospitato nella cornice di Castel Sant’Angelo fino al 30 giugno 2026, ha registrato un’apertura di altissimo profilo istituzionale, suggellata dalla presenza dei rispettivi Presidenti della Repubblica, Sergio Mattarella e Nikos Christodoulidis.
Promossa congiuntamente dal Ministero della Cultura italiano e dal Vice-Ministero cipriota omologo, l’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni legate alla Presidenza di Cipro del Consiglio dell’Unione Europea per l’anno 2026. Il percorso museale si articola attraverso l’esposizione di circa centoventi reperti, accuratamente selezionati dalle collezioni dei due Paesi per tracciare e documentare le affinità storiche reciproche.
All’interno di questo prestigioso scenario, l’Università degli Studi di Siena riveste un ruolo di assoluto primo piano. Ampio risalto è infatti dedicato ai risultati della missione archeologica condotta dall’Ateneo nel sito di Erimi, situato nel distretto cipriota di Limassol.
L’indagine, che nel biennio 2026-2027 taglia il traguardo del ventesimo anniversario, rappresenta attualmente la più duratura campagna di scavo italiana attiva sull’isola. I prolungati lavori sul campo hanno permesso agli studiosi di decodificare le complesse dinamiche socio-economiche delle popolazioni insediate nel Mediterraneo orientale durante l’Età del Bronzo, in un arco temporale compreso tra il III e il II millennio a.C.
L’eccellenza accademica senese è ulteriormente certificata dalla presenza del professor Luca Bombardieri – docente di Archeologia preistorica presso il Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, nonché direttore del progetto a Erimi – all’interno del comitato scientifico internazionale della mostra.
Il cattedratico ha evidenziato la duplice valenza dell’esposizione romana: da un lato l’opportunità di divulgare al grande pubblico la centralità di Cipro nelle antiche reti di scambio globali, dall’altro la conferma di una solida tradizione di cooperazione bilaterale. L’impegno archeologico italiano sull’isola, ha sottolineato il docente, testimonia concretamente come l’indagine storica sul campo costituisca uno strumento fondamentale per alimentare, consolidare e rinnovare il dialogo interculturale tra le nazioni.
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