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martedì 5 Maggio 2026
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Da Siena all’America Latina: cala il sipario su DeSK. Bimonte: “Creato un network stabile tra università”

pSIENA – Il 4 maggio 2026 il Dipartimento di economia Politica e statistica dell’università di Siena ha fatto da cornice all’evento Valutazioni e prospettive, l’appuntamento che ha segnato la chiusura ufficiale del progetto DeSK. L’iniziativa, acronimo di Developing Shared Knowledge in Innovative Materials and Digital Transformation for Sustainable Economy and Green Transition, è stata finanziata attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, supportati dal programma continentale NextGenerationEU.

L’incontro senese ha permesso di tirare le somme su un lungo percorso dedicato alla condivisione delle competenze e al potenziamento della ricerca. Attraverso le testimonianze dirette di docenti e studenti, è stato illustrato come il piano abbia favorito la formazione e la mobilità internazionale in ambito accademico.

A coordinare i lavori per l’ateneo toscano è stato il professor Salvatore Bimonte, che ha tracciato il bilancio dell’intera operazione: “Il progetto DeSK è nato con l’obiettivo di promuovere la cooperazione internazionale nell’istruzione superiore, integrando innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale. Oggi si è conclusa un’esperienza di cooperazione internazionale di ampio respiro, capace di integrare ricerca, formazione e mobilità accademica e di contribuire alla costruzione di una rete stabile di collaborazione tra università europee ed extraeuropee impegnate sui temi della sostenibilità, della transizione digitale e dello sviluppo economico sostenibile, che andrà oltre la durata del progetto”.

Tra le tappe fondamentali del percorso spicca la Scuola di Alta Formazione Analysis and Policies for Sustainable Economies and Tourism. Questo modulo, essenziale per centrare i parametri legati alle economie sostenibili, ha innescato un proficuo scambio scientifico e culturale. I numeri confermano la portata dell’evento formativo: hanno partecipato quaranta ricercatori originari dell’America Latina e di vari Paesi europei, affiancati da quattordici docenti provenienti dalle università aderenti, oltre che da atenei statunitensi e britannici.

Il progetto DeSK ha mosso una macchina organizzativa imponente, che ha visto l’università degli Studi di Bari Aldo Moro nel ruolo di capofila. Il consorzio ha unito in un’unica rete dieci poli universitari italiani e ben sessantotto atenei partner sparsi per il mondo, coinvolgendo istituzioni di Turchia, Slovenia, Serbia, Perù, Paraguay, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Ecuador, Colombia, Cile, Brasile, Bosnia-Erzegovina, Argentina e Albania.

REDAZIONE

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