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Venezia, Venturini: “Io aperto anche a delusi sinistra, loro collante solo l’anti-brugnarismo”

(Adnkronos) – Nel caso venisse eletto sarebbe il più giovane sindaco di Venezia di sempre. Simone Venturini, 38 anni, candidato del centrodestra, fa parte di quella generazione di trenta-quarantenni che nel Veneto oggi guida la Regione con Alberto Stefani, Treviso con Mario Conte e Bassano del Grappa con Nicola Finco. “Una certa alleanza generazionale ma anche una certa omogeneità di appartenenza allo stesso schieramento politico credo sia un vantaggio anche per Venezia”, risponde all’Adnkronos che lo è andato a trovare nella ‘sua’ Marghera dov’è nato e cresciuto. “Credo che se il sindaco di Venezia ha il numero di telefono della premier, del vicepresidente della Commissione europea, dei ministri o degli assessori regionali sia un vantaggio per una città che ha bisogno di una cooperazione a più livelli. Non avrebbe senso collocarla in opposizione”.  

Dopo qualche indecisione sul suo nome – “vero, si è attesa qualche settimana perché tutte le ‘anime’ fossero convinte e ci fosse una visione comune e totale sul programma, per evitare di sparare nomi alla garibaldina” – tutti i partiti (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi moderati, Partito dei veneti) hanno deciso di puntare su un candidato “abbastanza conosciuto in città” anche se lui correrà con la sua Lista civica Venturini Sindaco, piena di giovani. 

“Non sono un giovanilista e non credo che la rottamazione sia un valore di per sé ma la mia collocazione valoriale è chiara. D’altronde io vengo dai giovani dell’Udc e non mi sono mai mosso da là, tant’è vero che non appartengo a nessun partito – spiega – La mia civica sarà aperta alla società civile, a persone con background diversissimi tra loro e non unicamente di centrodestra: parleremo molto al centro e al centrosinistra. Ho solo chiesto ai partiti di proporre nomi di qualità. Detto questo, è giusto che in consiglio comunale ci siano rappresentanti di tutte le estrazioni sociali e fasce d’età, oggi non è così”.  

Per Venturini il valore più grande di una buona amministrazione è “il pragmatismo e non l’ancoraggio a un’ideologia ormai fuori dal tempo. Io sono per ascoltare tutti e trattenere le migliori idee, a prescindere da chi le proponga e che tessera di partito abbia”. Inevitabile chiedergli se non tema un certo effetto Brugnaro, di cui è assessore da 11 anni. “Siamo un paese che fa uso della giustizia in chiave politica e quindi, da questo punto di vista, non mi stupisce il fatto che il centrosinistra provi a cavalcare l’anti-brugnarismo. È il loro unico collante e dimostra anche una certa assenza di idee, nonostante siano partiti un anno e mezzo fa pensando già al dopo Brugnaro che non si poteva ricandidare. Ma ci sono già le prime crepe su questioni importanti per la città. La nostra coalizione è più granitica, non sta insieme per essere l’anti-qualcosa”, risponde deciso.  

E rivendica una certa differenza di stile: “Io mi sono impegnato a fare una campagna totalmente col sorriso, senza mai scadere nell’aggressività o nel rancore, ma purtroppo devo registrare che dall’altra parte questo impegno non c’è. È bastato fare una conferenza stampa allegra e col sorriso e subito sono partiti i comunicati stampa malmostosi e acidi. Ne prendo atto, da parte mia voglio fare una campagna elettorale in cui parlo delle mie idee e non attaccare le altre persone sul piano personale”.  

All’avversario principale dedica però un pensiero: “Andrea Martella è una persona degna e seria, anche se è però espressione dell’apparato di un partito distante ormai dagli strati popolari. Forse è la migliore scelta che potevano fare al loro interno, ma amministrare un territorio vuol dire essere ogni giorno alle prese con fognature che non funzionano, problemi alle case popolari, e mille altre cose che richiedono che ti sporchi le mani. Certo poi ti capita anche di incontrare l’ambasciatore inglese, ma è tutt’altra cosa che spingere il pulsante due volte a settimana in Senato. Ho molta paura di una città che torna indietro non solo nelle idee, ma anche negli interpreti”.  

Nel programma di Simone Venturini, candidato sindaco del centrodestra a Venezia, non c’è solo l’impegno a continuare – “meglio, far evolvere” – le politiche degli ultimi 11 anni “ma anche il dovere di pensare in grande, come si è fatto per il Bosco dello Sport che finalmente dopo 40 anni darà a Venezia degli impianti di livello europeo”. Per Mestre sta pensando “a un’operazione di architettura contemporanea ‘forte’ come il Guggenheim a Bilbao, che non si riduca al mero recupero di un immobile – spiega in un’intervista all’Adnkronos – Mestre ha bisogno di una buona ordinaria amministrazione e di uno straordinario impegno nel recupero delle sue zone degradate, ma merita anche un’attenzione particolare e c’è il bisogno di pensare e sognare in grande. Come fu per il Mose, quello contestato da coloro che si candidano a governare Venezia dopo averlo avversato per 30 anni”. 

Su Venezia il discorso è altrettanto dirompente per certi versi, perché apre alle automobili: “Sì, ma solo a quelle di chi a Venezia ci vuole abitare ma lavora fuori. Perché c’è un problema di case ma anche di mobilità. Quindi il garage comunale va destinato ai soli residenti – precisa Venturini – E col presidente del porto parlerò di riutilizzare allo stesso scopo anche tutto il waterfront di San Basilio, della Scomenzera e dell’ex Capitaneria di porto. Venezia oggi vive di turismo e di pubblico impiego, ma ha bisogno anche di una terza gamba che sono gli investimenti privati. Farò una task force – anticipa – con tutte quelle persone che sono già a Venezia, che sono veneziani, che si sono trasferite qui o che amano Venezia ma abitano altrove ma che hanno rapporti col mondo perché ci aiutino a portare qui i migliori investimenti in termini lavorativi, in tecnologia, ricerca, per portare posti di lavoro ad alto valore aggiunto sia a Venezia, per alcuni tipi di produzione, sia, per quanto riguarda la parte più industriale, a Porto Marghera dove ci sono già segnali importanti di aziende dal know-how interessante ma che vanno consolidati. Certo, se sei l’amministrazione del no è difficile che un imprenditore segua le tue bizze, come per il buco nero dell’Umberto I che speriamo di portare a compimento”. 

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