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Tabacco, Trippella (Philip Morris): “Accordi di filiera fino al 2035, attenzione a regole e accise”

(Adnkronos) – “Quest’anno celebriamo 15 anni dal primo accordo di filiera che abbiamo siglato nel 2011 con Coldiretti.  

Il nostro principale partner in Italia è la filiera agricola e, nel Memorandum of Understanding firmato con il Ministero dell’Agricoltura dal 2011, rinnovato per molti anni, l’impegno arriva oggi fino al 2035”. Lo ha detto Cesare Trippella, director value chain and external engagement Philip Morris, intervenendo sul futuro della filiera tabacchicola italiana e sull’importanza degli accordi di lungo periodo per agricoltori e imprese. 

“Questi accordi sono molto importanti perché danno certezze e prospettive ai coltivatori”, ha sottolineato Trippella, evidenziando in particolare il tema della successione generazionale. “Questo accordo non è fatto solamente di acquisti di tabacco, quindi di investimenti diretti per i coltivatori, ma anche di programmi come ‘Digital farmer’, per introdurre nuovi coltivatori, nuove generazioni nell’agricoltura e nel distretto agricolo”. “Quindi guardiamo al futuro con questo accordo, mentre le sfide del cambiamento climatico, le sfide dell’innovazione e le sfide del futuro delle competenze le affrontiamo con questo accordo di lunga durata”, ha aggiunto. 

 

Il rappresentante di Philip Morris ha però richiamato l’attenzione anche sull’evoluzione del quadro normativo, con particolare riferimento alla revisione della direttiva europea sui prodotti del tabacco e alla disciplina fiscale. “Le altre sfide che vengono da Bruxelles sono molto pericolose per il settore, perché proprio in questo momento stanno discutendo un’accelerazione che noi consideriamo non adeguata sulla nuova TPD, cioè sulla direttiva sui prodotti, e soprattutto anche quella sull’accisa del tabacco, che potrebbe mettere a rischio questo settore”. 

Trippella ha quindi rivendicato il ruolo della filiera legale del tabacco e l’importanza di un quadro regolatorio che, secondo l’azienda, tenga conto anche del rischio di crescita del mercato illecito. “Il settore legale genera molte risorse per il Governo italiano ed è un business legale che apporta molte risorse e che permette anche che in Italia ci sia il più basso livello di mercato illegale del tabacco in Europa, cioè l’1%”. Solamente un esempio: in Francia, dove hanno raddoppiato il prezzo delle sigarette, quindi è aumentata l’accisa, il tabacco illegale è arrivato al 40%, con una perdita per lo Stato francese di circa 9 miliardi di euro all’anno”, ha proseguito. 

“Quindi attenzione: noi abbiamo fatto accordi di lunga durata, però bisogna vigilare sulle regolamentazioni che possono mettere in crisi il settore. Un segnale ai nostri legislatori affinché prendano delle decisioni di buon senso, adeguate e graduali, ma di buon senso”, ha concluso Trippella. 

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economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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