19.3 C
Siena
venerdì 25 Settembre 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Morta Marina Vlady, addio all’attrice de ‘L’ape regina’ e ‘Due o tre cose che so di lei’

(Adnkronos) – Da “Una storia moderna – L’ape regina” di Marco Ferreri a “Falstaff” di Orson Welles, da “Due o tre cose che so di lei” di Jean-Luc Godard a “La principessa di Clèves” di Jean Delannoy. E’ morta a 88 anni Marina Vlady, una delle interpreti più note del cinema francese ed europeo del secondo Novecento. L’attrice, cantante e scrittrice franco-russa è morta giovedì 24 settembre nella sua casa parigina, circondata dai familiari e dai suoi animali, come ha comunicato la famiglia. 

Per la sua interpretazione in “Una storia moderna – L’ape regina”, uscito nel 1963, Vlady ottenne il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes. Nel corso della sua lunga carriera lavorò con alcuni dei principali registi europei, alternando cinema d’autore e produzioni popolari. Tra i suoi film più importanti figurano anche “La ragazza in vetrina” di Luciano Emmer, “La steppa” di Alberto Lattuada e “Splendor” di Ettore Scola, accanto a Marcello Mastroianni e Massimo Troisi. 

Nata a Clichy, alle porte di Parigi, il 10 maggio 1938 con il nome di Catherine Marina de Poliakoff-Baïdaroff, Vlady era figlia di due emigrati russi, Vladimir Poliakoff, cantante d’opera, e Militza Envald, étoile della danza. La famiglia aveva lasciato la Russia dopo la rivoluzione del 1917. Le quattro figlie intrapresero tutte carriere artistiche e assunsero nomi d’arte: Olga Varen, Odile Versois, Hélène Vallier e Marina Vlady. 

Avviata alla danza all’Opéra di Parigi, Vlady debuttò nel cinema ancora giovanissima, nel 1949, con “Orage d’été” di Jean Gehret. Negli anni Cinquanta si affermò rapidamente, lavorando anche in Italia. Nel 1954 ottenne il premio Suzanne Bianchetti come attrice rivelazione per “Prima del diluvio” di André Cayatte. Nel 1955 arrivò uno dei titoli più significativi della prima parte della sua carriera, “La strega” di André Michel. Nello stesso periodo sposò l’attore e regista Robert Hossein, con il quale lavorò in diversi film. 

Negli anni Sessanta Vlady raggiunse la piena notorietà internazionale. Dopo “La ragazza in vetrina” del 1960 e “La principessa di Clèves” del 1961, fu scelta da Ferreri per “Una storia moderna – L’ape regina”. Il riconoscimento di Cannes nel 1963 consolidò la sua posizione tra le interpreti più importanti del cinema europeo. Nel 1964 Orson Welles la volle nel ruolo di Lady Percy in “Falstaff”. Nel 1966 fu invece protagonista di “Due o tre cose che so di lei” di Jean-Luc Godard. La sua carriera proseguì poi tra Francia, Italia e altri Paesi europei, con registi come Bertrand Tavernier, Alberto Lattuada e Ettore Scola. 

Un capitolo importante della sua vita fu il rapporto con la cultura russa. Nel 1970 Vlady sposò il poeta e cantautore Vladimir Vysockij, una delle figure più celebri della cultura sovietica, con il quale rimase fino alla sua morte nel 1980. A lui dedicò nel 1987 il libro “Vladimir ou le vol arrêté”. Attrice ma anche cantante e scrittrice, Vlady pubblicò nove libri e rimase attiva tra cinema e teatro per diversi decenni. Tra le sue ultime interpretazioni cinematografiche figura “Quelques jours de répit” di Amor Hakkar, del 2009. Nelle sue memorie “24 images/seconde”, pubblicate nel 2005, aveva raccontato anche la sua vita privata: “Ho avuto quattro mariti, molti amanti e tre figli”. Una vita trascorsa tra il cinema, il teatro e la cultura europea, iniziata davanti alla macchina da presa da bambina e proseguita per oltre sei decenni. 

 

—

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Siena
poche nuvole
19.3 ° C
19.3 °
19.3 °
72 %
4.2kmh
20 %
Ven
26 °
Sab
26 °
Dom
26 °
Lun
26 °
Mar
27 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS