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martedì 3 Febbraio 2026
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Il ‘muro della pace’, la sala di preghiera, un parrucchiere: ecco il Villaggio Olimpico di Milano Cortina 2026

(Adnkronos) – Il luogo più ambito è anche il più iconico. Nel cuore del Villaggio Olimpico di Milano campeggiano i cinque cerchi e gli atleti arrivati in città iniziano la grande avventura ai Giochi con la prima gara, quella del selfie migliore. A tre giorni dal via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, l’atmosfera avvolge anche grazie al loro entusiasmo. A Porta Romana, in via Lorenzini, le delegazioni arrivano a scaglioni. Qualcuno si è palesato nei giorni scorsi per sistemarsi nella struttura con anticipo e prendere confidenza con la città, altri arriveranno prima del 6 febbraio, data della cerimonia di apertura. Il filo conduttore è la serenità, che da sempre diffonde il mondo dello sport. Un messaggio non banale nell’attuale contesto storico. 

Il countdown, a Milano, è scandito da una pioggia sottile che non cancella i sorrisi stampati sui volti dei protagonisti. A dare l’accoglienza è il ‘Muro della tregua olimpica’, inaugurato ieri e firmato dalla presidente del Cio Kirsty Coventry e dal presidente di Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. Un’usanza ormai cristallizzata prevede la firma degli ospiti istituzionali (il 5 febbraio ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo aveva già firmato a Parigi 2024). Nel Villaggio – che al termine dei Giochi diventerà lo studentato convenzionato più grande d’Italia – faranno base gli atleti degli sport del ghiaccio. Dallo short track al pattinaggio di figura, passando per hockey e pattinaggio di velocità. Sono 77 gli gli azzurri di casa qui, con un po’ di flessibilità per il pattinaggio di figura (di volta in volta, gli atleti potranno decidere dove allenarsi). Qui, tra le altre, è arrivata ieri la fuoriclasse dello short track Arianna Fontana, atleta italiana più medagliata alle Olimpiadi e portabandiera nella cerimonia di apertura. Gli atleti hanno anche la possibilità di far entrare qualcuno, magari un parente. Ma sui movimenti interni le indicazioni sono tassative: richieste da mandare un giorno prima e ospiti fuori entro le 21. 

Le varie palazzine prendono vita con stendardi e bandiere nazionali. Dall’Italia alla Germania, dalla Repubblica Ceca al Canada, dal team Usa all’Australia, tutto è ben riconoscibile. Nota di colore per la Cina, con finestre decorate da simpatici panda, talismano per gli atleti del Paese del dragone. Dentro c’è di tutto. In primis, le due mense (una per gli atleti e una per lo staff, dai membri del comitato organizzatore ai preziosi volontari) che danno un benvenuto all’italiana con un gigantesco “Buon appetito” piazzato all’ingresso. Varietà assoluta per il cibo: ce n’è per tutti i gusti e la curiosità è l’angolo vegano, una specificità non presente in passato. Ci sono poi aree relax, con biliardini ‘olimpici’ e giochi da tavolo, sale dedicate ai capi delegazione per tutte le informazioni logistiche e una grande palestra aperta h24. 

E poi una lavanderia self service (con tanto di angoli da stiro), un parrucchiere (gratuito per gli atleti), una mind zone (una zona di meditazione minimal dedicata a yoga e altre attività per il relax mentale) e una sala di preghiera neutra, utilizzabile da ogni delegazione. Da una porta all’altra, la parola chiave è l’amicizia: capita di incontrare gruppi di svedesi fermi a chiacchierare con giapponesi e norvegesi, ma anche con kazaki, finlandesi e atleti di Trinidad & Tobago. Si abbracciano, se la ridono. E soprattutto si scambiano le celebri ‘pins’, le spillette olimpiche. Un must per chi partecipa alla rassegna a cinque cerchi.  

La palazzina F è quella degli azzurri, in vantaggio in termini numerici. Il Team Italia occupa 4 piani su 7, ma condivide la struttura con Austria, Australia e Slovacchia. I vari piani sono ‘nazionalizzati’ e tutti gli atleti trovano in camera un kit con asciugamani, lenzuola e sacche del bucato. Qua e là sono disegnate sui muri frasi motivazionali e all’ultimo piano c’è anche una parte dedicata alla fisioterapia, con un’equipe medica messa a disposizione dal Coni. Un supporto ulteriore per gli azzurri, ma anche per le altre federazioni in caso di necessità. Non manca una lounge per gli italiani, con PlayStation, area di lettura, biliardino e macchinetta del caffè. Qui gli azzurri potranno godersi le Olimpiadi in casa, ristorarsi e scaricare la tensione. Di sicuro non mancherà. (di Michele Antonelli) 

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