(Adnkronos) – L’inaugurazione del nuovo HP Experience Center a Cernusco sul Naviglio, avvenuta nel novembre 2025, segna un momento di profonda trasformazione per la filiale italiana, coincidendo strategicamente con il decennale di HP Inc. e i primi cinque anni di leadership di Giampiero Savorelli. Proprio in occasione di questo importante traguardo, il vice presidente e amministratore delegato di HP Italy ha gentilmente risposto alle domande della redazione di Adnkronos Tech&Games, delineando il futuro di uno spazio che non nasce come un semplice showroom espositivo, ma come la sintesi fisica di una visione che mette l’esperienza umana al di sopra del mero prodotto. Attraverso la simulazione di scenari reali, dalla dimensione domestica dello smart working all’ufficio ibrido fino alla mobilità “on the go”, il centro permette di toccare con mano come l’ecosistema integrato di PC, soluzioni Poly e stampa possa fluidificare i processi lavorativi. In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale si appresta a diventare l’infrastruttura silenziosa del 2026, l’obiettivo dichiarato da Savorelli è quello di abbattere l’attrito digitale, liberando tempo e potenziale creativo per i professionisti attraverso una tecnologia che sia, prima di tutto, sicura, sostenibile e profondamente vicina alle persone.
Gli ultimi mesi del 2025 hanno segnato il decennale di HP Inc. e i suoi primi 5 anni alla guida dell’azienda in Italia: che bilancio trae da questo doppio anniversario?
Il 2025 ha rappresentato un anniversario particolarmente significativo sia per HP Inc. sia per il mio percorso in azienda. I dieci anni dalla nascita di HP Inc., dopo la separazione da Hewlett-Packard Enterprise, hanno segnato l’avvio di una fase nuova, con una chiara focalizzazione strategica e una forte accelerazione sull’innovazione nei dispositivi, nei servizi e nelle soluzioni per il mondo del lavoro.
Nei miei cinque anni alla guida di HP Italy ho visto questa visione prendere forma anche a livello locale, in un contesto di mercato complesso e in continua evoluzione. Il nostro impegno si è concentrato sull’ espandere la presenza di HP in Italia, costruendo relazioni sempre più solide con clienti e partner e accompagnandoli nei cambiamenti profondi che hanno interessato modelli organizzativi, modalità di lavoro e aspettative delle persone.
Questo percorso ci ha permesso di affermarci come interlocutore di riferimento per la trasformazione tecnologica e culturale delle imprese, in linea con la nostra visione di “Future of Work”, mettendo al centro l’esperienza dei dipendenti, l’innovazione responsabile e la capacità di tradurre la tecnologia in valore concreto per professionisti ed imprese.
Un doppio anniversario che non è solo un traguardo numerico, ma la conferma che una visione chiara, unita all’innovazione costante e alla centralità delle persone, può generare valore reale e duraturo.
Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy
In che modo l’HP Experience Center inaugurato a novembre rappresenta la sintesi fisica della vostra visione di innovazione?
L’HP Experience Center di Cernusco sul Naviglio è la rappresentazione concreta di ciò che intendiamo come “Futuro del Lavoro”, uno spazio che non si limita a mostrare la tecnologia, ma la rende esperienziale e tangibile. Non è uno “showroom” tradizionale: è uno ambiente completamente ripensato per far vivere come le soluzioni HP si inseriscono nei flussi di lavoro reali, mettendo al centro l’esperienza d’uso e non il prodotto in sé.
Abbiamo voluto riprogettare questo spazio, in linea con altri centri simili HP, perché oggi è fondamentale permettere ai clienti di toccare con mano come la tecnologia abiliti le nuove modalità di lavoro. All’interno del centro ci sono ambienti che replicano i diversi contesti quotidiani: la casa di chi lavora in smart working – includendo anche la dimensione consumer e gaming – l’ufficio ibrido, la mobilità “on the go”, le sale riunioni per la collaboration, fino alle aree dedicate al printing e al large format.
In questo modo clienti e partner possono osservare e sperimentare come PC, stampanti, soluzioni di collaboration HP Poly e software si comportano all’interno di un workflow concreto. L’Experience Center rende tangibile il passaggio da una logica di prodotto a una di ecosistema integrato, mostrando come l’Intelligenza Artificiale, quando è progettata by design nei dispositivi e nelle soluzioni, diventi un abilitatore naturale di produttività, collaborazione e semplicità operativa, agendo nei processi quotidiani: dalle postazioni di lavoro alle sale meeting, dalla gestione documentale alla stampa, fino alle applicazioni di grande formato.
È un luogo pensato anche per l’apprendimento, la formazione e la co-creazione, con dimostrazioni live, workshop e momenti di confronto. L’HP Experience Center è uno strumento di connessione tra HP, clienti e partner, ed è il risultato di un investimento significativo che conferma l’attenzione al mercato italiano. In questo senso, diventa il punto di convergenza tra tecnologia, cultura del lavoro e relazione con il territorio, in linea con gli altri centri HP in Europa e con l’obiettivo di accompagnare in modo concreto la trasformazione digitale delle imprese italiane.
L’Intelligenza Artificiale è oggi un’infrastruttura strategica: come sta cambiando il paradigma della competizione tra imprese?
Molti analisti ritengono che l’Intelligenza Artificiale stia passando da tecnologia emergente a vera infrastruttura del lavoro e che il 2026 sarà l’anno di questo passaggio. Oggi la competizione tra imprese non si basa più soltanto sull’adozione dell’Artificial Intelligence, ma su dove e come questa viene integrata nei processi quotidiani. In HP questo cambiamento si riflette direttamente nel modo in cui progettiamo prodotti e soluzioni: l’AI non è un’estensione, ma una componente strutturale dell’esperienza di lavoro.
Per questo stiamo portando l’AI direttamente ai dispositivi endpoint – PC, workstation, stampanti e sale riunioni – attraverso soluzioni AI-native, basate su elaborazione on-device e NPU dedicate. Questo approccio consente di ottenere benefici concreti in termini di velocità, continuità operativa e protezione dei dati, riducendo la dipendenza dal cloud e rendendo l’AI più affidabile e vicina alle persone.
Un altro esempio è l’utilizzo dell’AI nelle piattaforme di gestione e di sicurezza, come HP Workforce Experience Platform (WXP), che permette di osservare, prevenire e risolvere eventuali problemi prima che impattino sul lavoro quotidiano. Qui l’AI non è visibile, ma agisce come infrastruttura silenziosa che riduce l’attrito digitale, alleggerisce il carico dei team IT e migliora la digital experience dei dipendenti.
Quando l’AI è integrata by design nei dispositivi e nei servizi, smette di essere un elemento sperimentale e diventa un fattore strutturale di produttività e resilienza. È su questa capacità di trasformare l’AI in un’infrastruttura concreta e affidabile che oggi incide in modo determinante sulla competitività delle imprese.
In che modo l’approccio HP all’AI permette di liberare il potenziale creativo e il tempo dei professionisti?
L’approccio HP all’AI è orientato a semplificare il lavoro quotidiano, riducendo l’attrito digitale e automatizzando attività ripetitive che sottraggono tempo ed energia alle persone. Quando l’Intelligenza Artificiale è integrata nativamente nei dispositivi e nelle piattaforme software, diventa un supporto naturale che rende più fluidi i processi operativi, creativi e collaborativi, migliorando l’esperienza complessiva di lavoro.
Un esempio concreto è rappresentato dalle soluzioni di collaboration HP Poly, completamente integrate nell’ecosistema HP. Qui l’AI interviene in modo automatico per migliorare la qualità di audio e video, riconoscere chi parla, adattare l’inquadratura e ridurre il rumore di fondo, eliminando molte delle frustrazioni tipiche delle riunioni ibride. Questo permette alle persone di concentrarsi sul contenuto e sulla relazione, senza doversi occupare degli aspetti tecnici.
Lo stesso approccio si ritrova nella gestione dei documenti e nel printing, dove l’AI semplifica attività come la scansione, la formattazione e la condivisione, trasformando processi spesso frammentati in flussi più lineari ed efficienti. In questo modo l’AI libera tempo da dedicare ad attività a maggior valore, come la creatività, l’analisi e il processo decisionale.
I dati del nostro HP Work Relationship Index 2025 (WRI) confermano che chi utilizza l’AI quotidianamente dichiara una relazione più equilibrata con il lavoro, a dimostrazione che un’AI ben progettata non solo aumenta la produttività, ma contribuisce anche a migliorare la qualità del lavoro e la soddisfazione professionale.
Sicurezza e ambienti di lavoro ibridi moderni: quali sono le sfide prioritarie per proteggere i dati in un contesto di lavoro sempre più frammentato?
La diffusione del lavoro ibrido ha ampliato in modo significativo la superficie di attacco, rendendo PC, stampanti e dispositivi di collaboration punti critici per la sicurezza aziendale. Oggi i dati si muovono continuamente tra ambienti diversi – ufficio, casa e mobilità – e questo richiede un approccio alla sicurezza che sia integrato e coerente. La sfida principale è proteggere informazioni e dispositivi senza complicare l’esperienza delle persone e senza introdurre attrito nei flussi di lavoro.
In HP adottiamo un approccio secure by design, in cui la protezione è progettata fin dall’origine. Le nostre soluzioni di HP Wolf Security combinano isolamento hardware, analisi comportamentale e machine learning per intercettare anche minacce sofisticate, comprese quelle potenziate dall’Intelligenza Artificiale. Tecnologie come HP Sure Click, che isola contenuti potenzialmente pericolosi in micro-ambienti protetti, e HP Sure Sense, che utilizza modelli di AI per riconoscere comportamenti malevoli anche mai visti prima, consentono di proteggere gli endpoint in modo proattivo e continuo. A questo si affiancano soluzioni come HP Sure View, che protegge le informazioni sensibili direttamente sullo schermo, riducendo il rischio di visual hacking negli ambienti condivisi e in mobilità. È un esempio concreto di come la sicurezza possa essere integrata by design senza interferire con l’esperienza di lavoro.
Questo approccio permette di affrontare la sicurezza senza scaricare complessità sugli utenti finali e senza interrompere l’operatività quotidiana. La protezione diventa così parte integrante dell’esperienza di lavoro, supportando ambienti ibridi più sicuri, resilienti e affidabili. L’obiettivo è garantire continuità operativa e fiducia nella tecnologia, ovunque le persone si trovino a lavorare.
Qual è il peso della sostenibilità nei vostri processi di ricerca e sviluppo per i prodotti di nuova generazione?
La sostenibilità è un elemento strutturale dei nostri processi di ricerca e sviluppo e viene considerata fin dalle prime fasi di progettazione dei prodotti. Nei dispositivi di nuova generazione lavoriamo per bilanciare performance avanzate e responsabilità energetica, attraverso consumi ottimizzati, tecnologie di raffreddamento intelligente e un utilizzo sempre più esteso di materiali riciclati.
Questo approccio si traduce in scelte progettuali concrete: dall’impiego di materiali riciclati in diverse linee di prodotto, come nel caso delle stampanti consumer, fino alla progettazione di sistemi capaci di offrire elevate prestazioni riducendo sprechi ed emissioni durante l’utilizzo quotidiano. In questo ambito, HP ha avviato iniziative di closed-loop recycling che permettono di trasformare componenti provenienti da apparecchiature IT dismesse – come laptop, monitor e tastiere – in nuove materie prime per i dispositivi di nuova generazione. Il processo prevede diverse fasi di recupero e trattamento dei materiali per garantirne tracciabilità e qualità, includendo non solo plastiche riciclate ma anche il recupero di metalli presenti nelle schede elettroniche.
Anche nella stampa di grande formato la sostenibilità è parte integrante dell’innovazione, ad esempio attraverso l’utilizzo di inchiostri a base acqua e certificazioni ambientali che attestano la riduzione dell’impatto negli ambienti di lavoro. Allo stesso tempo, affrontiamo la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, con l’obiettivo di rendere l’innovazione non solo più potente, ma anche più responsabile.
Un esempio recente: per aiutare i clienti a comprendere davvero la ‘storia’ del proprio PC, abbiamo sviluppato HP Digital Passport, riconosciuto come CES 2026 Innovation Award Honoree. Si tratta di un punto di accesso unico (tramite qr code presente sul PC) che accompagna l’utente lungo l’intero ciclo di vita del dispositivo, dall’avvio iniziale alla scoperta delle funzionalità distintive del prodotto, fino ad una maggiore trasparenza sul profilo di sostenibilità del PC, inclusi i materiali e le scelte progettuali, oltre alle opzioni di supporto che evolvono nel tempo insieme alle esigenze del cliente.
Per HP, innovazione e sostenibilità procedono nella stessa direzione: la tecnologia deve essere più efficiente, più intelligente e progettata per generare valore nel tempo per le persone, le imprese e l’ambiente.
Pensando ai recenti annunci HP al CES 2026, quali sono le direttrici tecnologiche su cui HP sta investendo per anticipare i bisogni del mercato?
Al CES 2026 HP ha mostrato le principali direttrici su cui sta investendo per dare un’anticipazione dell’evoluzione del mondo del lavoro. Al centro c’è lo sviluppo di soluzioni AI-native, progettate per portare l’intelligenza artificiale direttamente nei dispositivi e nei contesti in cui le persone lavorano ogni giorno, rendendola parte integrante dell’esperienza e non un livello aggiuntivo di complessità.
Una prima direttrice riguarda l’evoluzione dei PC e delle workstation, sia in termini di prestazioni sia di form factor. Al CES abbiamo presentato dispositivi dotati di NPU sempre più potenti, in grado di eseguire carichi di lavoro AI in locale, ma anche soluzioni che ripensano il concetto stesso di personal computer. Un esempio è HP EliteBoard G1a, il primo AI PC completamente integrato in una tastiera, progettato per adattarsi a spazi di lavoro flessibili e mobili, senza rinunciare a prestazioni e sicurezza.
Un secondo filone riguarda l’integrazione dell’AI lungo l’intero ecosistema HP, dalla collaboration alla stampa. Al CES abbiamo mostrato come l’AI entri anche nei dispositivi di printing, con funzionalità smart integrate direttamente sulle stampanti per semplificare la gestione dei documenti e migliorare la produttività nei flussi di lavoro quotidiani.
Infine, un’area di investimento fondamentale è rappresentata dalle piattaforme software e di gestione, come HP Workforce Experience Platform (WXP), che utilizza l’AI per rendere gli ambienti IT più proattivi e resilienti. Al CES abbiamo evidenziato nuove funzionalità in grado di intervenire anche a livello firmware, consentendo ai team IT di risolvere criticità in modo più rapido e riducendo l’impatto operativo sui dipendenti.
Queste direttrici hanno un obiettivo comune: offrire tecnologie capaci di adattarsi a qualsiasi spazio di lavoro e di rispondere in modo concreto ai bisogni di produttività, sicurezza e realizzazione professionale, in linea con la visione HP sul Future of Work.
In un mercato globale complesso, quanto conta il fattore “fiducia” nel rapporto tra il leader e la sua squadra?
La fiducia è un elemento centrale, soprattutto in un contesto di cambiamento continuo come quello attuale. I dati del HP Work Relationship Index 2025 (WRI)) mostrano chiaramente che la qualità della relazione con il lavoro non dipende solo dagli strumenti utilizzati, ma in larga parte dalle scelte organizzative e culturali delle aziende e dal modo in cui queste vengono guidate.
In questo scenario, il ruolo del leader è creare le condizioni affinché la tecnologia sia un fattore abilitante e non uno strumento di controllo. Le persone devono potersi fidare del fatto che le soluzioni messe a loro disposizione servano a semplificare il lavoro, ridurre la complessità e migliorare l’esperienza quotidiana.
La fiducia si costruisce quindi attraverso coerenza, trasparenza e responsabilità: offrendo una visione chiara, strumenti adeguati e un ambiente di lavoro in cui autonomia e benessere siano considerati elementi fondamentali della performance. Quando le persone percepiscono che l’azienda investe davvero nella loro esperienza, la fiducia diventa un acceleratore di coinvolgimento, collaborazione e capacità di affrontare il cambiamento.
Qual è l’obiettivo principale per HP Inc. nel prossimo decennio per continuare a essere protagonista della trasformazione digitale?
L’obiettivo di HP nei prossimi anni è rendere l’Intelligenza Artificiale una risorsa concreta, accessibile, sicura e sostenibile, integrata in modo naturale nei luoghi e nei dispositivi che le persone utilizzano ogni giorno per lavorare. L’AI non deve essere percepita come una tecnologia distante o complessa, ma come un’infrastruttura affidabile che supporta le attività quotidiane e migliora l’esperienza di lavoro.
In questa direzione, vogliamo continuare a costruire un ecosistema integrato che unisca dispositivi, software e servizi, in cui l’AI sia progettata by design per favorire produttività, collaborazione, sicurezza e semplicità d’uso. L’obiettivo non è introdurre nuove tecnologie fine a sé stesse, ma accompagnare persone e aziende in un percorso di evoluzione sostenibile, capace di adattarsi a modelli di lavoro sempre più ibridi e distribuiti.
Per HP, essere protagonisti della trasformazione digitale significa creare valore nel tempo: migliorare l’esperienza lavorativa delle persone, supportare la crescita delle imprese e generare un impatto positivo sull’ambiente e sulla società. È questa visione di lungo periodo, centrata sulle persone e sull’innovazione responsabile, che guiderà le nostre scelte nel prossimo decennio.
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