(Adnkronos) – Oltre 7 milioni di italiani soffrono di problemi d’udito, di cui circa 112.000 under 14. In occasione della Giornata mondiale dell’udito che si celebra oggi, Stefano Di Girolamo, presidente della Società di otorinolaringoiatria pediatrica, fa il punto con l’Adnkronos Salute su quali rischi oggi corre la salute uditiva dei grandi e dei piccoli. “Fortunatamente – spiega – per i bambini abbiamo lo screening universale per le ipoacusie e questo permette di non avere zone d’ombra dove ti perdi i piccoli sordi. In più abbiamo gli impianti cocleari che ci permettono di sopperire alla mancanza di un organo di senso. Ma ci sono dei punti da migliorare, ad esempio la gestione delle otiti ricorrenti che possono causare anche danni seri. Quindi c’è la necessità di aumentare l’attenzione e di avere un maggior coinvolgimento dei pediatri”. La salute dell’udito è spesso messa a repentaglio “in età adolescenziale dall’esposizione cronica a un’intensità sonora forte. Pensiamo alle discoteche o ai concerti, quando si esce con l’orecchio ovattato vuol dire che c’è stato un stimolo eccessivo, ma penso anche all’uso illimitato e a volume alto delle cuffie e degli auricolari”.
Sono 3 i rischi da non sottovalutare, indipendentemente dall’età: “Quello legato a motivi professionali e ludici – avverte lo specialista – poi le otiti ricorrenti nel bambino e infine, poco noto, gli effetti di radio e chemioterapia che ci fanno sopravvivere di più in caso di tumore, ma causano danni collaterali e anche perdita dell’udito”.
Il messaggio della Società di otorinolaringoiatria pediatrica in occasione della Giornata mondiale dell’udito è “la prevenzione ad ogni età anche nella terza”, suggerisce il presidente che aggiunge: “C’è ancora uno stigma sugli apparecchi acustici che invece sono un dispositivo importantissimo anche in funzione anti-demenza. Se non senti non capisci cosa ti accade intorno e ti isoli dalla società e dalla famiglia, con la conseguenza che sopraggiunge un calo delle capacità cognitive e la depressione”. Se ci sono i primi sintomi di un deficit uditivo “occorre una visita specilistica, un esame audiometrico e iniziare una riabilitazione uditiva in grado di mantenere la capacità di ascoltare”, conclude Di Girolamo.
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