(Adnkronos) – L’Inmi Spallanzani di Roma compie 90. Negli anni l’istituto dedicatato alle malattie infettive ha affrontato tanti scenari, dalla lotta all’Hiv-Aids, passando per lo spauracchio del virus Ebola, fino a diventare il punto di riferimento della guerra alla pandemia Covid nel 2020. Questa mattina – alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, e dell’assessore regionale ai Servizi sociali, Massimiliano Maselli – l’Irccs ha inaugurato ‘Casa Spallanzani’. “Si tratta di una foresteria con una ricettività di 22 posti letto, suddivisi in ampie camere doppie, destinata ad ospitare a prezzi calmierati parenti e/o caregiver di pazienti ricoverati presso l’Inmi e/o la vicina Ao San Camillo Forlanini, nonché discenti e docenti del Centro di formazione dello Spallanzani”, si legge in una nota. Contestualmente, l’istituto ha presentato il logo ‘Spallanzani 30-90’ e le attività previste nel corso del 2026, anno di celebrazione del 90esimo anniversario della fondazione e del 30esimo anniversario del riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.
Come spiegato dalla direttrice generale, Cristina Matranga, “il nuovo logo, con il simbolo dell’infinito, richiama l’idea di un dialogo costante tra la cura dei pazienti, l’attività di ricerca e la trasmissione del sapere. Tre dimensioni che non sono separate, ma che si alimentano reciprocamente in un flusso continuo, da trent’anni. E’ questo intreccio virtuoso che ha reso lo Spallanzani un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle malattie infettive. Cambiano le sfide – dall’Aids al Covid, fino alle nuove esigenze di accoglienza e formazione – ma resta immutata la missione: prendersi cura, produrre conoscenza, condividerla. In un movimento continuo, come quel simbolo dell’infinito che oggi rappresenta non solo un logo, ma una visione”.
Tra i momenti principali di questo anno di celebrazioni: l’inaugurazione di una nuova sezione diagnostica senologica, l’apertura della seconda sala operatoria della Chirurgia del paziente infetto, la presentazione e attivazione del primo e unico Bsl4 d’Italia, l’inaugurazione del Padiglione Pontano – destinato alle malattie infettive dell’apparato respiratorio – che verrà riaperto dopo i lavori di ammodernamento, la Giornata mondiale dell’Aids e l’ormai nota e tanto attesa Settimana della scienza di settembre, elenca l’Inmi.
Inaugurato nel 1936, nel corso dei decenni lo Spallanzani ha progressivamente adattato il proprio campo d’azione in risposta all’evoluzione epidemiologica delle principali malattie infettive: negli anni Trenta fu attivata una sezione dedicata alla cura e alla riabilitazione della poliomielite; nel 1957 l’ospedale svolse un ruolo importante nel contrasto alla pandemia influenzale denominata ‘Asiatica’; nel 1970 fu la volta dell’epidemia di colera ed ebbe inizio l’impegno sistematico dell’istituto nella gestione dell’epatite virale, soprattutto in relazione ai problemi emergenti legati alla tossicodipendenza; a partire dagli anni Ottanta lo Spallanzani è divenuto uno dei maggiori centri europei per l’assistenza, la cura e la ricerca sulle infezioni da Hiv e sull’Aids, contribuendo in modo determinante allo sviluppo di nuovi percorsi clinici, diagnostici e terapeutici. In seguito, dalla riemergenza della tubercolosi, legata anche alla infezione da Hiv, lo Spallanzani ha assunto un ruolo sempre maggiore nella gestione di questa patologia fino a diventare polo di riferimento per la cura della tubercolosi, in particolare delle forme farmaco-resistenti.
Nel dicembre 1996 il ministero della Sanità ha riconosciuto lo Spallanzani come Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Tra il 2001 e il 2003 il ministero della Salute ha ulteriormente designato l’istituto come polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo, la gestione della Sars e delle febbri emorragiche, consolidandone il ruolo strategico nella risposta alle emergenze infettive, emerso con particolare rilevo durante la pandemia Covid-19. Attualmente lo Spallanzani è articolato in due dipartimenti, il Dipartimento clinico e di ricerca delle Malattie Infettive e il Dipartimento di Epidemiologia, Ricerca preclinica e Diagnostica avanzata.
Presso l’istituto è presente l’unico laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 (Bsl4), le cui attività saranno ulteriormente potenziate nel corso dell’anno attraverso l’attivazione di una nuova infrastruttura dedicata, oltre a 3 laboratori Bsl3. Dispone inoltre di una biobanca, parte del network Bbmri-Eric, dove sono attualmente raccolti e conservati 1.255.000 campioni biologici. È inoltre in fase di realizzazione il nuovo Polo dei laboratori ‘Rita Levi Montalcini’, che integrerà i laboratori di Virologia e Microbiologia, recentemente identificati come unici laboratori di terzo livello della Regione Lazio. La nuova struttura integrerà le funzioni, attualmente svolte dai laboratori, di riferimento per la diagnostica specialistica ad alta complessità, la caratterizzazione avanzata dei patogeni, il coordinamento delle reti di sorveglianza e il supporto alla gestione delle emergenze infettive ed epidemiche a livello regionale e nazionale.
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