(Adnkronos) – Carlos Alcaraz in finale agli Australian Open 2026. La vittoria su Alexander Zverev si è tinta però di polemica: il tedesco si è infuriato per il ‘trattamento di favore’ riservato allo spagnolo che ha chiamato un medical time out per farsi trattare la coscia destra, con l’ingresso immediato del fisioterapista. L’interruzione ha mandato su tutte le furie Zverev, che è andato a protestare con il giudice di sedia. “E’ incredibile che venga curato per i crampi, è una str*****a”, ha urlato in tedesco.
“In ambito medico – analizza per l’Adnkronos Salute Andrea Bernetti, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa dell’università del Salento – è fondamentale distinguere tra diverse tipologie di infortunio muscolare. Parlando di crampi ne esistono di diverse tipologie. Citando le tipologie più comuni, in relazione all’attività sportiva, ricordiamo gli Exercise-Associated Muscle Cramps, ovvero crampi da affaticamento indotti dall’esercizio, generalmente un fenomeno locale dovuto al sovraccarico. Esistono poi i crampi Sweat-Induced, da sudorazione eccessiva e deplezione elettrolitica, che quindi hanno genesi sistemica. Le condizioni estreme di Melbourne (caldo e umidità elevata) causano una perdita massiva di elettroliti. La riduzione degli elettroliti, e in particolare del sodio, può provocare crampi diffusi e sintomi sistemici come nausea e vomito, aspetto che ha lamentato proprio Alcaraz”.
La protesta di Zverev nasce da un presupposto regolamentare: i crampi, per l’Atp, non sono una condizione trattabile con un medical time-out (Mto) immediato: “Chi soffre di crampi dovrebbe teoricamente perdere punti o game pur di arrivare al cambio campo per ricevere cure. Tuttavia – sottolinea Bernetti – non è semplice operare una diagnosi differenziale d’urgenza distinguendo un crampo da un vero e proprio infortunio strutturale. Probabilmente, nel caso di Alcaraz, l’intervento è stato richiesto anche per la sintomatologia sistemica lamentata, legittimando l’intervento immediato. Zverev ha accusato gli arbitri di un ‘doppio standard’, citando anche Jannik Sinner. Tuttavia, i casi sono clinicamente e giuridicamente diversi. Sinner ha beneficiato della ‘extreme heat policy’, una sospensione automatica basata su sensori ambientali di stress termico per la chiusura del tetto. Alcaraz invece ha beneficiato di una medical time-out. Credo che tutti questi episodi debbano però accendere un focus sulle condizioni di gioco in Australia, e che molto debba essere fatto per tutelare ancora di più la salute degli atleti nelle prossime edizioni”.
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