(Adnkronos) – La trasformazione digitale dell’auto passa sempre più dal software, e in questo scenario Volvo Cars si posiziona al vertice globale. Secondo l’analisi di S&P Global Mobility, il costruttore svedese è l’unico marchio automobilistico tradizionale ad aver raggiunto il livello più alto nella maturità dei software-defined vehicle (SDV), un riconoscimento che certifica un cambiamento ormai strutturale nell’industria.
Il dato non è solo simbolico: indica la capacità concreta di progettare e aggiornare le vetture come veri e propri sistemi digitali evolutivi. Le auto non sono più prodotti statici, ma piattaforme in continuo aggiornamento. Il cuore della strategia Volvo è la gestione del software lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.
Grazie agli aggiornamenti over-the-air (OTA), Volvo è in grado di intervenire da remoto su diversi aspetti: dall’efficienza energetica alla sicurezza, fino all’esperienza utente. Un approccio che consente di migliorare nel tempo autonomia, tempi di ricarica e funzionalità senza passaggi in officina.
Secondo l’amministratore delegato Hakan Samuelsson, questo risultato è il frutto di un percorso industriale preciso, costruito su anni di investimenti e sviluppo mirato. La rapidità con cui oggi Volvo riesce a evolvere i propri sistemi rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi nel nuovo scenario automotive.
Alla base di questa evoluzione c’è HuginCore, piattaforma sviluppata internamente che integra architettura elettrica, computer centrale e controller distribuiti. Si tratta di una struttura pensata per gestire in modo coordinato tutte le funzioni del veicolo, rendendo più rapidi e continui gli aggiornamenti software.
Questo sistema è già al centro dei modelli più avanzati della gamma, tra cui EX90, ES90 ed EX60, progettati fin dall’origine come veicoli software-defined.
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