(Adnkronos) – Mps ha presentato tre esposti indirizzati rispettivamente alla Banca Centrale Europea, alla Consob e alla Banca d’Italia in merito alla lista dei candidati per il rinnovo del Cda depositata da Plt Holding, nella quale viene proposto come amministratore delegato Luigi Lovaglio. Al centro delle contestazioni ci sarebbe la mancata comunicazione preventiva, da parte di Lovaglio, dell’accordo con Plt. Una circostanza che, secondo quanto emerge, sarebbe stata dovuta in considerazione dei suoi obblighi nei confronti della banca e del consiglio di amministrazione.
Non solo. Restano diversi interrogativi anche sul processo di formazione della lista. Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari da AdnKronos, si cerca di chiarire se siano intervenuti advisor e quale sia stato il loro ruolo effettivo. Dubbi riguardano anche l’assenza di elementi di continuità con il precedente Cda, i criteri adottati per la selezione dei candidati e la tempistica della presentazione, avvenuta a ridosso della scadenza senza indicazioni su un eventuale passaggio preventivo presso la Bce per la valutazione dei profili. Proprio questi aspetti procedurali rappresentano uno dei principali punti di attenzione per l’autorità europea.
Sul fronte dei mercati, la vicenda dell’uscita di Lovaglio non sembra aver generato scossoni rilevanti. In una seduta negativa per Piazza Affari e per il comparto bancario, il titolo Mps si è mosso in linea con il settore, segno che le tensioni sulla governance erano già in parte incorporate nei prezzi. A commentare la situazione all’AdnKronos è Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim: “Il mercato aveva probabilmente già iniziato a prezzare nei giorni scorsi le tensioni e l’ipotesi di un’uscita di Lovaglio. La notizia non arriva quindi come uno shock, ma come qualcosa che era nell’aria”. Secondo Calì, quando una notizia è già scontata dagli operatori, l’impatto sul titolo tende a essere limitato. “Non si percepisce una rottura operativa: la banca prosegue nel suo piano industriale e non emergono segnali di blocco”. Sulla candidatura di Fabrizio Palermo: “La reazione del mercato mi sembra abbastanza equilibrata. È visto come un profilo istituzionale”, conclude. (di Andrea Persili)
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