(Adnkronos) – “Tutte e tre le figure”, vale a dire Passera-Vivaldi-Palermo, “sono pienamente idonee per la loro esperienza e per la loro professionalità a svolgere il compito di amministratore delegato di Mps”. Lo dice all’AdnKronos l’analista economico, editorialista ed ex di Bankitalia, Angelo De Mattia. “Limitando l’analisi a Palermo e Passera – spiega l’esperto – dire che non hanno i requisiti sarebbe quasi una boutade: Passera è stato amministratore delegato della prima banca italiana, mentre Palermo è stato amministratore delegato di un colosso come la Cdp, che rientra negli intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia ai sensi del Testo unico bancario, quindi c’è anche una natura bancaria”, evidenzia.
Non solo, De Mattia spiega che in Cdp “c’è un insieme di partecipazioni, per cui siamo di fronte a un organismo di grande rilievo nella realtà istituzionale, economica, finanziaria, italiana, per cui veramente sembrerebbe ridicolo che si possa dire che Palermo non ha i requisiti”, sottolinea. “Credo che dalla Bce sia stata fatta una richiesta di curriculum, ma non credo che siano stati mai avanzati dubbi sui tre”, sottolinea ancora.
Come appreso già nei giorni scorsi da AdnKronos, nella documentazione predisposta dall’istituto senese sono valorizzati i profili di tutti e tre i candidati della lista del Cda. A partire da Corrado Passera che vanta diretta esperienza bancaria. È stato amministratore delegato di Banco Ambrosiano Veneto, guidando il processo di integrazione con Cariplo che portò alla nascita di Banca Intesa. Successivamente è stato amministratore delegato di Banca Intesa e poi di Intesa Sanpaolo, contribuendo alla costruzione di uno dei principali gruppi bancari europei. Nel suo percorso anche la guida di Poste Italiane, dove ha riportato il gruppo in utile e ha creato Bancoposta e Poste Vita, segnando l’ingresso massiccio nel credito e nel risparmio gestito. E’ stato fondatore e amministratore delegato di illimity Bank, banca specializzata nel credito alle Pmi e nella gestione dei crediti deteriorati con un forte orientamento fintech.Carlo Vivaldi porta invece in dote oltre trent’anni di esperienza nel gruppo Unicredit.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi internazionali di vertice, tra cui quello di chief financial officer e vicepresidente esecutivo di Yapı Kredi in Turchia e quello di Cfo di Unicredit Bank Austria. All’interno del gruppo è stato anche responsabile delle Operations, amministratore delegato della divisione Central Eastern Europe e membro del comitato esecutivo, maturando una conoscenza approfondita delle reti retail, del corporate banking e dei mercati emergenti. Dopo l’esperienza in UniCredit ha proseguito la propria attività come imprenditore e come senior advisor per Austria e Europa centro-orientale in Alvarez & Marsal, rafforzando le competenze in materia di ristrutturazioni e consulenza strategica nel settore bancario.
Nella documentazione predisposta dall’istituto senese viene valorizzato anche il profilo di Fabrizio Palermo, evidenziando un percorso professionale che combina finanza internazionale, industria e istituzioni finanziarie. Palermo ha iniziato la sua carriera nel 1995 a Londra come analista nella divisione investment banking di Morgan Stanley, occupandosi di operazioni di M&A e di finanza per istituzioni finanziarie europee. Successivamente è entrato in McKinsey & Company, dove ha lavorato su progetti di trasformazione e risanamento di grandi gruppi finanziari e industriali.Nel 2005 è approdato in Fincantieri, ricoprendo negli anni ruoli apicali fino a diventare chief financial officer e poi vicedirettore generale, contribuendo al riposizionamento internazionale del gruppo cantieristico. Nel 2014 è stato chiamato in Cassa Depositi e Prestiti come chief financial officer e nel 2018 ne è diventato amministratore delegato e direttore generale. Dal 2022 guida invece il gruppo Acea, sempre nel ruolo di amministratore delegato e direttore generale. Proprio l’esperienza maturata in Cdp – a quanto apprende adnKronos – “rappresenterebbe uno degli elementi chiave che Monte dei Paschi intende sottolineare nella risposta alla Bce”. Secondo le stesse fonti, si tratta infatti di un percorso che “rientra pienamente nei criteri indicati dall’autorità europea”.
Cassa Depositi e Prestiti è una società per azioni partecipata in larga parte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalle fondazioni bancarie e opera come intermediario finanziario regolato, con un attivo consolidato di circa 478 miliardi di euro. L’istituzione è vigilata da diverse autorità, tra cui la Banca d’Italia e la stessa Bce, ed è classificata nelle statistiche del Sistema europeo delle banche centrali tra le istituzioni finanziarie monetarie, rientrando nella categoria delle istituzioni creditizie.Inoltre, sottolineano le fonti, Cdp opera con strumenti, logiche di rischio e criteri di solidità patrimoniale tipici di un soggetto bancario: raccoglie risorse sui mercati e le impiega nel finanziamento di imprese, banche e infrastrutture. Elementi che, secondo l’istituto, contribuiscono a rafforzare la rilevanza dell’esperienza maturata da Palermo nel settore finanziario anche alla luce dei requisiti richiesti dalla vigilanza europea. Occorre poi capire quali saranno le prossime mosse di Luigi Lovaglio. Partendo da un punto fermo, il tempo: tutte le liste presentate dai soci dovranno pervenire a Siena almeno 25 giorni prima dell’assemblea e quindi entro il 21 marzo prossimo. (di Andrea Persili)
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