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Difesa in volo a Piazza Affari: l’operazione Trump riaccende il tema del riarmo europeo

(Adnkronos) – Piazza Affari si muove in territorio negativo, con il Ftse Mib in calo dello 0,32%, zavorrato soprattutto dal comparto energetico: Saipem cede il 3,29% ed Eni il 3,15%. In controtendenza spiccano invece i titoli della Difesa, che beneficiano di un rinnovato interesse degli investitori alla luce delle ultime tensioni geopolitiche: Leonardo avanza del 3,63% a 56,56 euro, mentre Fincantieri sale del 2,34% a 18,78 euro. 

Il rally del comparto non è legato solo alla seduta odierna ma si inserisce in un movimento più ampio che coinvolge l’intera difesa europea. Come spiega Tom Bailey, Head of Etf Research di HANetf, all’AdnKronos “i titoli della difesa europea sono saliti con decisione ad inizio settimana, con Rheinmetall tra i migliori e altri nomi del comparto, tra cui Bae Systems, Renk e Leonardo, in forte rialzo”. 

Venezuela, ma non solo
 

Secondo l’analista, la reazione dei mercati va oltre l’operazione militare statunitense in Venezuela. “La reazione dei mercati non riflette tanto l’operazione in sé, quanto ciò che essa segnala in termini di sicurezza europea e affidabilità delle alleanze”, osserva Bailey. Gli investitori, aggiunge, “sembrano scontare sempre più uno scenario in cui l’Europa deve farsi carico di una quota maggiore della propria sicurezza, non solo a causa della Russia, ma anche per la crescente incertezza sulla solidità degli impegni statunitensi all’interno della Nato”. 

L’intervento americano si inserisce infatti nella National Security Strategy recentemente pubblicata dall’amministrazione Trump, che ribadisce la centralità dell’emisfero occidentale per Washington. “Il Venezuela viene descritto come un potenziale punto d’appoggio per interessi cinesi, russi e iraniani”, spiega Bailey, sottolineando però il rovescio della medaglia: “questa emergente “neo-Dottrina Monroe” comporta un relativo declassamento della sicurezza europea”. 

Più spesa, meno ciclicità
 

Il messaggio che arriva ai mercati è chiaro: l’Europa potrebbe non poter più contare in modo automatico sul tradizionale ombrello statunitense. “La strategia suggerisce una riallocazione delle priorità strategiche di Washington e una maggiore enfasi sulla stabilità diplomatica nei rapporti con la Russia”, nota l’analista. 

Per questo, conclude Bailey, “per decisori politici e investitori europei questo contesto rafforza la necessità di accelerare la spesa per la difesa e lo sviluppo della capacità industriale”. Gli impegni assunti dai governi europei nel 2025, aggiunge, “appaiono sempre più di natura strutturale, piuttosto che ciclica, e difficilmente verranno ridimensionati”. 

Groenlandia e nuove tensioni
 

A rafforzare ulteriormente la narrativa sul riarmo contribuisce anche il rinnovato interesse di Trump per la Groenlandia. “Il fatto che l’attenzione sulla Groenlandia sia tornata subito dopo l’operazione in Venezuela ha accentuato il disagio europeo”, osserva Bailey, perché suggerisce “la disponibilità a tradurre in azioni ambizioni dichiarate da tempo” 

Anche senza un esito prevedibile, “la sola ipotesi che il membro più potente dell’alleanza possa esercitare pressione su un alleato Nato più piccolo introduce una nuova fonte di instabilità nell’ordine di sicurezza europeo”. Ed è proprio questa instabilità, conclude l’analista, a 2rafforzare la narrativa di fondo che sostiene il riarmo europeo e la forza relativa dei titoli del comparto difesa”. (di Andrea Persili) 

 

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