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La ricetta di Garattini per la longevità: dai 50g di pasta al “non fumare e non bere”

All’età di 97 anni, Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, rappresenta un’icona di salute e lucidità. In una recente intervista al Corriere della Sera, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Non è mai troppo tardi”, lo scienziato ha condiviso i pilastri della sua routine quotidiana, sottolineando che la longevità non è un caso del destino, ma una scelta che si costruisce giorno dopo giorno.

I “No” categorici per una vita lunga

La strategia di Garattini per mantenersi in forma non si basa su farmaci miracolosi, ma su una rigorosa disciplina comportamentale. I suoi imperativi sono chiari: non fumare, non consumare droghe e non giocare d’azzardo. Per quanto riguarda l’alcol, il professore ha dichiarato di averne sempre bevuto poco e di averlo completamente eliminato da un paio d’anni.

Questi fattori, uniti a un sonno di almeno 7 ore e alla puntualità nelle vaccinazioni e negli screening, formano la base della sua “ricetta”.

La dieta dei 50 grammi e i tre pilastri dell’alimentazione

Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda l’alimentazione sobria del professore. “Mangio poco”, ammette Garattini, spiegando che l’abitudine alla moderazione è fondamentale per evitare l’obesità, condizione assente tra i centenari che ha incontrato.

La sua giornata alimentare tipo prevede:

  • Colazione: una spremuta d’arancia o, talvolta, della frutta cotta.
  • Pranzo: una porzione ridotta di pasta (non più di 50 grammi), oppure un pezzetto di pizza o una tazzina di riso se si trova in Istituto, concludendo con una banana.
  • Cena: spesso un primo piatto, con proteine derivanti principalmente da legumi e pesce, limitando drasticamente il consumo di carne.

Nonostante il rigore, Garattini concede un piccolo spazio al piacere: la sera mangia sempre un dolce, poiché “il cervello ha bisogno di zucchero”, purché non si esageri. Il suo piatto preferito? Il cous cous di verdure. Secondo il medico, mangiare correttamente si basa su tre pilastri: la quantità (quanto si mangia), la qualità (cosa si mangia, citando la dieta mediterranea) e i tempi (adattare i pasti alle necessità personali e lasciare tempo per digerire prima di coricarsi).

Movimento e vita sociale: il motore della mente

Oltre alla dieta, l’attività fisica gioca un ruolo cruciale: Garattini cammina circa 5 chilometri al giorno. Tuttavia, la salute fisica deve essere accompagnata da quella mentale e sociale. Il professore attribuisce grande importanza alle sue relazioni: con 5 figli, 7 nipoti e 3 pronipoti, la sua vita familiare lo mantiene costantemente attivo.

Un messaggio per le nuove generazioni

Sebbene il titolo del suo libro, “Non è mai troppo tardi”, offra speranza anche agli adulti che vogliono “invertire la rotta” e attenuare i danni del passato, il messaggio principale è rivolto ai giovani. Garattini insiste sul fatto che l’atteggiamento verso gli stili di vita deve cambiare fin da piccoli, poiché è in quella fase che si pongono le basi per una vecchiaia in salute.

In un mondo che insegue il “sogno assurdo dell’immortalità”, Garattini propone un approccio pragmatico: non si tratta di vivere per sempre, ma di fare tutto il possibile per esserci, in buone condizioni, finché il domani lo permetterà.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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