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COSPAR 2026, ultime scoperte su Giove, acqua lunare e neuroscienze spaziali

(Adnkronos) – La città di Firenze si appresta a ospitare nella giornata di oggi i principali esperti mondiali della ricerca spaziale per il COSPAR 2026, convegno scientifico incentrato sulle frontiere della planetologia, della geologia planetaria e della medicina aerospaziale. Il programma quotidiano si aprirà nel pomeriggio, dalle 14:00 alle 14:55 presso la Sala Arsenale Basilica, con un dibattito multidisciplinare coordinato da Mae Jemison, prima donna afroamericana a viaggiare nello spazio e direttrice del progetto 100-Year Starship, affiancata da specialisti quali Jingnan Guo dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, Shyama Narendranath dell’agenzia spaziale indiana ISRO, Jörn Helbert dell’ESA, Athena Coustenis del CNRS francese e Jim Green, già Capo Scienziato della NASA.  

Sempre nella Sala Arsenale Basilica, dalle 19:00 alle 19:25, Roberto Maiolino dell’Università di Cambridge illustrerà come le osservazioni del telescopio spaziale James Webb stiano ridefinendo i modelli sull’universo primordiale e sugli esopianeti, mentre dalle 19:30 alle 19:55 Bethany Ehlmann, direttrice del Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell’Università del Colorado, presenterà le scoperte sull’acqua lunare destinate a valutare la sostenibilità dei futuri insediamenti umani.  

La programmazione proseguirà in serata, dalle 20:00 alle 23:30 presso Villa Vittoria, con la serata di networking per giovani ricercatori, per poi concludersi dalle 21:00 alle 22:30 al Teatro Niccolini con una conferenza pubblica in cui l’astronauta e pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare Andrea Patassa, riserva dell’Agenzia Spaziale Europea, racconterà la propria esperienza e il futuro dei voli umani europei.  

Tra i principali contributi scientifici che verranno presentati nel corso delle sessioni speciali, Scott Bolton del Southwest Research Institute di San Antonio illustrerà i dati rilevati dai sensori a microonde della sonda NASA Juno, che evidenzieranno come la concentrazione di ammoniaca al polo Nord di Giove superi di tre volte quella solare e come l’atmosfera profonda polare sia più calda di 6-7 gradi rispetto all’equatore, un calore risalente dalle strutture interne che fornirà una spiegazione all’intensità dei fulmini e ai modelli di arricchimento degli elementi pesanti rispetto alle stime della storica sonda Galileo.  

Lo stesso intervento approfondirà le misurazioni radiometriche effettuate da Juno durante i sorvoli della luna Io, volte a dimostrare che a pochi metri sotto la superficie si registrano temperature estremamente elevate dovute alla presenza di bacini di magma sottosuperficiali e che i terreni tra le vette vulcaniche sono composti da un materiale leggero analogo alla pomice e alla cenere terrestre.  

Infine, Solène Frapard del KTH Istituto Reale di Tecnologia di Solna illustrerà una ricerca condotta tramite atlanti multiomici spaziali su topi in orbita per spiegare come la microgravità causi alterazioni temporanee nella produzione energetica cerebrale, nell’isolamento dei nervi e nei livelli di neurotrasmettitori come dopamina e glutammato, dimostrando che l’età costituisce un fattore determinante per la resilienza neurologica e che quasi tutti i parametri negativi tendono a normalizzarsi al rientro sulla Terra, fornendo indicazioni cliniche essenziali per la selezione degli equipaggi destinati alle missioni verso la Luna e Marte. 

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