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martedì 9 Giugno 2026
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Il supporto alla disabilità: l’intervento dello Stato e delle Associazioni Private

Le famiglie che hanno al loro interno un componente con patologie limitanti le normali attività quotidiane o lavorative oppure coloro che vedono in loro stessi ridotte tali capacità, hanno a disposizione sostegni economici dallo Stato ed in gran parte erogati dall’Inps per supportarle economicamente, così come altre forme di aiuto, messe in campo dalle Associazioni operanti nel settore.

Nel caso dell’intervento pubblico, i sostegni assumono varie forme in funzione dell’età, del fatto che si tratti o meno di un lavoratore e in quest’ultimo caso, se esso sia appartenente al settore privato o al settore pubblico. Il panorama delle prestazioni è veramente ampio e diviso tra prestazioni puramente assistenziali oppure legate ad una precedente contribuzione versata per una attività lavorativa svolta.

In questo breve intervento cercherò di illustrarne alcune.

Iter concessorio dell’invalidità civile 

Intanto vediamo come si arriva al riconoscimento del grado di invalidità di cui possono beneficiare tutti i cittadini italiani, gli stranieri comunitari e gli stranieri extracomunitari con permesso di soggiorno residenti in Italia, indipendentemente dallo svolgimento di una attività lavorativa. Si possono ottenere benefici non economici come gli ausili medici, l’esenzione dal ticket per i medicinali o l’iscrizione al Collocamento mirato e benefici economici quando il grado di invalidità riconosciuto sia maggiore.

L’intero procedimento autorizzativo è un percorso strutturato e digitalizzato, che parte dalla certificazione del medico curante e si conclude con la decisione definitiva dell’INPS. Il sistema prevede inoltre dei controlli per garantire correttezza e trasparenza prima di consentire l’accesso alle diverse forme di assistenza. L’iter è articolato e con vari soggetti coinvolti: il proprio medico curante, che redige il certificato telematico attestante la patologia invalidante; il Patronato delegato, che invia la domanda amministrativa all’Inps; la Commissione ASL, che chiama a visita il richiedente e decide in merito; infine, l’Inps che oltre a liquidare la prestazione, ha il potere di intervenire sul giudizio espresso dalla Commissione.

Ma quali sono le principali prestazioni liquidate al termine di questo iter complesso?

Indennità di frequenza – Invalidità civile

Si tratta di prestazioni assistenziali collegate all’età e al grado di invalidità.

L’indennità di frequenza è stata concepita per agevolare l’inserimento scolastico dei minori che manifestano alcune difficoltà di apprendimento e per questo motivo essa viene erogata solo per il periodo in cui il minore frequenta la scuola o un centro di riabilitazione estivo. L’invalidità civile ha invece come destinatari i soggetti maggiorenni ai quali sia stato riconosciuto un grado di invalidità superiore al 74% e quando essa raggiunge il 100%, viene erogata la pensione di inabilità. Se infine, in sede medica si riscontra una situazione di particolare gravità che impedisca lo svolgimento degli atti normali della vita, può essere concessa anche l’indennità di accompagnamento.

Invalidità con attività di lavoro 

Quando un lavoratore dipendente o autonomo, per motivi di salute riduce parzialmente le proprie capacità lavorative a meno di un terzo, può chiedere la corresponsione dell’assegno ordinario di invalidità che è soggetto a revisione ogni tre anni. Quando invece viene accertata la totale impossibilità allo svolgimento dell’attività lavorativa si può essere destinatari della pensione di Inabilità, che prevede la cessazione dell’attività lavorativa, a differenza dell’assegno ordinario. Entrambe le prestazioni sono concesse dall’Inps dopo il parere positivo del medico legale dell’Istituto e i beneficiari devono essere in possesso di una anzianità contributiva di almeno cinque anni di cui gli ultimi tre nei cinque anni precedenti la domanda.

Lavoratori del settore pubblico 

I dipendenti delle Forze armate, dei Carabinieri, della Polizia, della Finanza e dei Vigili del Fuoco possono chiedere una prestazione a loro riservata, la pensione privilegiata, quando una specifica Commissione medica stabilisce che per cause di servizio si è creata una inidoneità al lavoro, attivandosi con la propria Amministrazione.

Inoltre, se all’interno del nucleo familiare è presente un disabile, tutti i dipendenti pubblici hanno diritto ad un contributo erogato per sostenere le spese per badanti o terapisti denominato Home Care Premium-HCP

Altre forme di supporto per i lavoratori 

I lavoratori che hanno un familiare che versa in situazione di handicap grave ai sensi della L.n. 104/92, art.3 comma 3, possono usufruire di due particolari forme di congedo retribuito: i permessi giornalieri e il congedo straordinario.

Entrambe le prestazioni devono essere preventivamente autorizzate dall’Inps tenendo presente che non sono ammesse domande retroattive. Nel caso di dipendenti pubblici le domande vanno invece inoltrate all’Amministrazione di appartenenza.

I permessi (L.n.104/92) permettono di assentarsi dal lavoro per tre giorni al mese, anche frazionati in ore, per poter assistere il familiare disabile anche non convivente. Qualora quest’ultimo sia invece convivente, c’è la possibilità di richiedere il Congedo straordinario (D.Lgs. n.151/2001) che ha una durata complessiva di due anni. La prestazione, che può essere fruita anche in modo frazionato, viene sospesa in caso di ricovero del disabile.

In entrambi i casi è possibile però assistere un familiare o un affine solo fino al terzo grado di parentela e purché il coniuge o i parenti e affini di secondo grado siano impossibilitati a farlo ad esempio per motivi fisici, di salute o perché deceduti.

Ci sono poi altre tipologie di intervento da parte dello Stato, come ad esempio gli sgravi contributivi concessi quando l’assunzione riguarda un lavoratore svantaggiato, l’intervento sul valore ISEE in presenza di un componente familiare invalido oppure i contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Le associazioni

Accanto all’attività dello Stato, esiste anche una realtà diffusa sul territorio, costituita dalle Associazioni operanti nel mondo della disabilità. Esse si occupano di molte cose ed intervengono in ambiti che travalicano i meri aspetti economici, supplendo alle carenze degli Enti Pubblici. Ne parliamo con Pietro Ciampi, Presidente di una di queste realtà, l’A.I.P.D. di Livorno, che si occupa da molti anni delle persone affette dalla sindrome di Down.

“La nostra Associazione, che fa parte dell’AIPD Nazionale, rappresenta sul territorio livornese un punto di riferimento per le famiglie che hanno al loro interno persone con sindrome di Down. La nostra attività fornisce loro vari servizi di supporto e un aiuto in vari ambiti, spesso non coperti dalle Istituzioni. All’inizio c’è sempre bisogno di una attività informativa inerente, ad esempio, i diritti dei nostri associati, perché spesso, per disinformazione e pigrizia non si utilizzano i servizi di supporto. Sta quindi a noi informare come accedere e in che modalità. Poi subentra l’aspetto più concreto per aumentare le capacità e l’autonomia del bambino/ragazzo/uomo/adulto. Per questo i nostri educatori accompagnano con corsi specifici i ragazzi nel percorso di crescita, dai primi anni di vita fino all’inserimento lavorativo. All’interno della nostra Sede edificata su un terreno datoci in concessione dal Comune di Livorno, utilizziamo i vari spazi realizzati per le varie attività e fasce d’età dei partecipanti. Disponiamo di: palestra dove i bambini fanno i primi passi ed i ragazzi le attività fisiche tutto sotto la guida di terapisti e professionisti qualificati; laboratori per le varie attività dei ragazzi; ambulatori per visite specialistiche; settore abitativo con camere per i ragazzi e educatori per prepararli alla vita indipendente dalle Famiglie, in modo da renderli pronti al “Dopo di noi”. Infine, avviamo al lavoro i ragazzi più grandi mediante convenzioni stipulate con Imprese private e Organizzazioni di categoria. Tutto questo è reso possibile tramite i nostri educatori, ma anche grazie all’impegno di molti volontari che dedicano parte del loro tempo a questo scopo. Il nostro intento comune è quello di rendere migliore il futuro dei nostri ragazzi in coerenza ai principi dettati dalla nostra Costituzione che garantisce pari opportunità anche ai soggetti più deboli”.

Le attività sopra descritte dal Presidente AIPD Livorno sono un esempio di come la sinergia tra pubblico e privato possa essere la chiave per fornire un sostegno efficace alle famiglie con disabili al loro interno, per superare problematiche che spesso vanno oltre gli aspetti meramente economici e che molto spesso rappresentano la maggiore componente di difficoltà.

Alessandro Tanzi

© Riproduzione riservata

Ho maturato varie esperienze lavorative e professionali in ambito previdenziale. Sono stato Direttore dell'ex-SCAU di Lucca e dopo il passaggio in INPS ho ricoperto vari incarichi all’interno dell’Istituto. Ho svolto attività di docenza esterna in materia previdenziale per l'Università di Pisa, per gli Ordini professionali degli Agronomi e dei Consulenti del Lavoro di Livorno e della Sardegna e per Associazioni di categoria della Toscana. Sono attualmente Responsabile di Agenzia. Sono stato nominato Cavaliere al Merito della Repubblica nel 2023.
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