SIENA – L’università di Siena si dota di un nuovo strumento digitale per supportare la propria comunità studentesca. Si chiama Abacus — acronimo di Avatar per il Benessere Accademico della Comunità Studentesca — ed è un assistente virtuale progettato per orientare gli iscritti sui temi dell’inclusione, delle pari opportunità e della salute psicologica. Il sistema, accessibile dal portale web dell’ateneo, permette di interagire sia in forma testuale che vocale, offrendo informazioni sui servizi disponibili e consentendo di prenotare colloqui, individuali o di gruppo, con il team di psicologi dell’università.
La presentazione ufficiale si è svolta in Rettorato mercoledì 10 giugno 2026. L’applicativo si distingue nel panorama accademico italiano per la genesi e per le sue caratteristiche tecniche. La piattaforma di base, denominata Algho e fornita dall’azienda QuestIT by Vection Technologies, non si affida a modelli di intelligenza artificiale generativa per elaborare risposte autonome. Il database di conoscenze è stato invece costruito ‘su misura’ tramite un lavoro congiunto che ha coinvolto diversi uffici universitari e la psicologa dell’ateneo, Sonia Grassini. Le risposte e i percorsi di dialogo sono stati quindi predefiniti e validati nel rigoroso rispetto delle normative sulla privacy e sulla protezione dei dati personali.
Il progetto ha richiesto oltre due anni di lavoro e nasce direttamente dalle aule universitarie. L’idea originaria ha preso forma all’interno del corso di Experience Design, parte del corso di laurea in Strategie e Tecniche della Comunicazione, grazie all’intuizione di un gruppo di studentesse e al coordinamento della professoressa Patrizia Marti, delegata al Fab Lab. Lo sviluppo del prototipo è poi proseguito diventando l’argomento di ricerca della tesi di dottorato di Joy Ciliani, all’interno del percorso di interesse nazionale in Design per il Made in Italy.
Al momento della presentazione, che ha visto anche la partecipazione in video della professoressa Alessandra Viviani, coordinatrice del progetto ProBen, il rettore Roberto Di Pietra ha inquadrato il lavoro come un esempio delle potenzialità interne all’ateneo: “Nato nell’ambito di attività didattiche e formative, è poi cresciuto grazie alla collaborazione e alla sinergia tra Ateneo, coinvolgendo diverse figure e uffici, e mondo dell’impresa. Rappresenta, quindi, un nuovo modello di accesso ai servizi, certamente espansibile ad altri ambiti, in grado di coniugare innovazione tecnologica, attenzione alla persona e responsabilità istituzionale”.
Le finalità pratiche dello strumento sono state dettagliate dalla professoressa Marti: “Ci siamo poste un duplice obiettivo: da un lato, offrire alla comunità studentesca un servizio di prima accoglienza sempre disponibile, accessibile e orientato all’ascolto e al dialogo; dall’altro, supportare il Servizio di consulenza psicologica attraverso una gestione più efficiente delle richieste e delle prenotazioni, contribuendo a rendere il percorso di accesso ai servizi più rapido, semplice ed efficace”.
REDAZIONE


