L’Italia si scopre sempre più vulnerabile di fronte alla crisi climatica. Con il 28% del territorio nazionale minacciato dalla desertificazione e oltre il 90% delle amministrazioni comunali esposte a fenomeni di dissesto idrogeologico, frane e alluvioni, la Giornata Mondiale dell’Ambiente in calendario il 5 giugno diventa l’occasione per fare un bilancio sulle azioni di contrasto.
In questo scenario, la Toscana – recentemente e duramente colpita da eventi meteorologici estremi – si distingue per una forte mobilitazione civica, supportata economicamente dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai tramite i fondi dell’8×1000.
Il focus toscano: il progetto nelle terre di Firenze e Siena
Per rispondere concretamente alle emergenze ambientali che hanno ferito il territorio regionale, ha preso vita l’iniziativa Participation 4 Change: Persone al centro del cambiamento. Il progetto è stato ideato e guidato da Mani Tese ETS, affiancata da Deafal ONG e dal Siena Art Institute.
L’obiettivo è stato quello di costruire una solida consapevolezza ecologica partendo dalle comunità locali. L’operazione ha coinvolto attivamente oltre milleduecento persone tra le province di Firenze e Siena. Una platea eterogenea, composta da studenti, insegnanti, educatori e semplici cittadini, che ha partecipato a un fitto programma di attività: dai laboratori basati sulla ricerca-azione ai workshop creativi, passando per tavoli di progettazione condivisa e veri e propri ‘summer camp’ tematici.
Questo imponente sforzo collettivo non si è limitato alla sola teoria, ma ha prodotto risultati tangibili. Il percorso ha infatti generato due specifici Piani di Azione per il Clima, accompagnati da campagne di sensibilizzazione mirate a diffondere buone pratiche quotidiane.
L’approccio dell’iniziativa è riassunto dalle parole di Chiara Cecotti, esponente di Mani Tese ETS: “Con Participation 4 Change abbiamo voluto costruire percorsi concreti di partecipazione climatica dal basso, coinvolgendo cittadini, studenti e realtà territoriali in un processo condiviso di consapevolezza e attivazione. Crediamo che affrontare la crisi climatica significhi anche rafforzare le comunità e creare spazi in cui le persone possano sentirsi protagoniste del cambiamento”.
Il quadro nazionale e l’investimento dell’Istituto Buddista
Il progetto toscano si inserisce in un mosaico di interventi molto più ampio. In totale, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha destinato 3,6 milioni di euro per finanziare ventisette diverse iniziative ambientali in tutta la penisola, arrivando a coinvolgere trentamila persone e ben settantacinque enti partner distribuiti in quaranta città.
Come spiega la vicepresidente dell’Istituto, Anna Conti: “Per l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, la tutela dell’ambiente significa tutela della dignità della vita e responsabilità verso le generazioni future. Attraverso i fondi dell’8×1000 sosteniamo progetti che mettono al centro persone, comunità e partecipazione attiva, promuovendo alleanze territoriali capaci di generare cambiamento positivo”.
Oltre alla Toscana, i fondi hanno permesso di realizzare progetti in ambiti eterogenei. In Puglia, ad esempio, i terreni un tempo in mano alla criminalità organizzata a San Vito dei Normanni sono stati trasformati in un polo agroecologico. A livello globale, in sinergia con il Ministero dell’Ambiente e UNDP Italia, è stato sostenuto Youth4Climate, un programma di ‘empowerment’ per giovani leader climatici (raccontato anche nel documentario Generation Trust – A Global Climate Story in the Making). Nel Milanese, infine, l’iniziativa Diverse specie per un solo pianeta ha permesso di salvare e accudire oltre settecento animali sottratti a maltrattamenti, creando un vero e proprio santuario alle porte della metropoli.
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