Vaccini, Radovanovic (UniMi): “In virus sinciziale efficaci per contrastare eventi acuti”

(Adnkronos) – “L’infezione virale, in particolare da virus respiratorio sinciziale, rappresenta non solo un elemento chiave per gli eventi acuti e per la necessità di supporto medico fuori e dentro l’ospedale, ma anche un fattore comprovato nella popolazione generale dei pazienti con comorbilità: qualcosa che i pazienti temono soprattutto per le sequele che può determinare. Avere la possibilità di vaccinarsi per il virus respiratorio sinciziale si è dimostrato un metodo efficace per ridurre gli eventi acuti nei pazienti con broncopatia cronica ostruttiva (Bpco) o asma, ma anche nei pazienti con patologie cardiovascolari, in particolare con scompenso cardiaco e con diabete. Su un vastissimo numero di pazienti” la vaccinazione “ha determinato una riduzione delle ospedalizzazioni e degli eventi gravi fino al 70-75% rispetto ai non vaccinati, riducendo anche la quota di pazienti che andava incontro a eventi cardiovascolari legati all’infezione, in questo caso tra il 65% e il 70% dei casi”. Lo ha detto Dejan Radovanovic, professore Malattie apparato respiratorio, università degli Studi di Milano e dirigente medico Uoc Pneumologia, ospedale Luigi Sacco, Asst Fatebenefratelli Sacco, oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da Gsk in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale – Rsv (2-8 novembre).  

Quello illustrato da Radovanovic è il quadro emerso da una survey “condotta quest’estate su poco più di 500 pazienti che presentavano comorbilità respiratorie e cardiovascolari, come il diabete, l’ipertensione, lo scompenso cardiaco, la broncopatia cronica ostruttiva, l’enfisema e l’asma”. L’indagine ha evidenziato che “3 pazienti su 4, o anche di più, temono l’impatto delle infezioni virali e il loro effetto, in particolare del virus respiratorio sinciziale, nei confronti della propria malattia e di eventuali sequele che potrebbero essere pericolose per l’equilibrio e la stabilità della patologia”, sottolinea l’esperto. Nonostante la conoscenza di questo tipo di virus stia crescendo, però “se ne parla ancora poco, soprattutto nei nostri ambulatori di medicina generale e in ambito specialistico”.  

Radovanovic aggiunge poi che dalla survey è emerso “che l’infezione virale rappresenta un’esperienza concreta per i pazienti: circa il 10% degli intervistati ha avuto un’infezione da virus respiratorio sinciziale e una buona parte di questi ultimi ha riferito sequele che hanno determinato, fino a un mese o più, un disequilibrio e una limitazione nelle attività della vita quotidiana”. E sulla vaccinazione: “L’importanza dell’approccio preventivo è fondamentale non solo per ridurre la gravità dell’infezione di per sé, ma anche per evitare una destabilizzazione o un peggioramento della patologia cronica di cui il paziente soffre, che può portare a conseguenze che si protraggono nel tempo ben oltre l’evento acuto”, conclude. 

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