(Adnkronos) – “Tutti i conflitti degli ultimi anni hanno nel loro complesso un pattern comune, specialmente il conflitto fra Russia e Ucraina e quelli in Medio Oriente: la sovrapposizione in ciascuno di essi di tre conflitti”.
Lo ha detto Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia, durante l’evento ‘Difesa e intelligenza artificiale: Rheinmetall e Connected Mind insieme per la sicurezza cognitiva’. “Il primo conflitto è convenzionale e contiene esattamente le stesse dinamiche viste nella Seconda Guerra Mondiale – ha spiegato -; il secondo conflitto è tecnologico, mentre il terzo è psicologico. Il conflitto tecnologico è quello che sta avendo in questi anni un carattere di maggiore ingaggio nelle prestazioni e nella comunicazione, ed è in questo campo che intelligenza artificiale, satelliti, droni e dati rappresentano oggi uno degli aspetti in cui tutte le industrie stanno cercando di trovare delle soluzioni. Ad esempio, in Ucraina sono stati mossi circa 145mila attacchi di droni dall’inizio della guerra. Ebbene, i nuovi droni sono tutti comandati dall’Intelligenza Artificiale. Su questo le industrie devono reagire velocemente”.
“Qualche anno fa – ha proseguito Ercolani – abbiamo sviluppato una grande piattaforma tecnologica per supportare le decisioni e aiutarci nel raccogliere informazioni, soprattutto in un mondo in cui c’era una frase di un libro importante che diceva ‘in un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti la lucidità è potere’. Viviamo in un mondo di tantissimi dati e da questi troviamo informazioni, e ricercare la sapienza diventa una sorta di sfida. Abbiamo fatto un grande investimento, abbiamo visto che c’era una start-up che andava a convergere su questi interessi tecnologici, che prevedono di avere dati e informazioni per prendere decisioni coerenti e razionali basate appunto su delle informazioni e non sugli istinti. Su questo abbiamo trovato la nostra convergenza: la start-up aiuterà, in qualche modo, i manager a prendere delle decisioni in questi contesti di grandi cambiamenti geopolitici ed economici. Esiste anche un nuovo modello che si dice che ormai la leadership del futuro non è più basata sul patter Vk, ma su quello che si chiama Bali, cioè non più solo su vulnerabilità, complessità e ambiguità, ma su Bali che significa un mondo di incertezze e fragilità in cui solo prendendo decisioni basate sui dati si può avere la possibilità di avere forse delle scelte più in linea con gli scenari. Sotto il profilo dell’avanzare dell’IA, non credo che siamo oggi in una situazione di rischio, anche perché è ancora l’uomo a decidere se dare o meno a sistemi di intelligenza artificiale la capacità di prendere decisioni autonome”, ha concluso Ercolani.
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