Energia, Meloni: “Stanziati oltre 60 miliardi per proteggere gli italiani dai rincari, riproporrò questione flessibilità al Consiglio europeo”

(Adnkronos) – “Sono qui perché credo che in un tempo vorticoso come quello nel quale noi operiamo, confrontarsi e ragionare con chi ogni giorno tiene acceso il motore di questa nazione sia indispensabile. L’assemblea degli imprenditori rappresenta il cuore produttivo di questa nazione. Il territorio che Assolombarda rappresenta esprime una parte fondamentale della nostra manifattura, del nostro export, della nostra capacità di innovare e di intraprendere: parliamo di oltre 7000 aziende e circa 450mila addetti che arrivano a generare il 12% del valore aggiunto italiano, sono numeri impressionanti che raccontano il contributo decisivo che questa realtà offre all’Italia, il suo complesso contributo del quale a nome della nazione voglio ringraziarvi”. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene a tutto campo dal palco dell’assemblea generale di Assolombarda, a Milano.  

“Nessun motore corre senza carburante e l’energia” è “la precondizione che tiene insieme tutto e il capitolo che più di tutti incide sulla competitività delle nostre imprese. In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia. Abbiamo ridotto gli oneri in bolletta, abbiamo eliminato il differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, costruito strumenti come il gas release e l’energy release, che consentono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati sfruttando la garanzia dello Stato – dice Meloni – Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l’abolizione poi del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell’energia carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positivamente – le ringrazio ancora per questo – però questa è la gestione dell’emergenza”.  

“Se noi non costruiamo risposte strutturali di lungo periodo, rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza, atteso lo scenario che vediamo svilupparsi attorno a noi. Anche su questo abbiamo lavorato parecchio in questi anni, anche se se ne parla poco perché in Italia le strategie non fanno grande notizie, ma abbiamo lavorato per aumentare la potenza e installata con le rinnovabili e infatti è cresciuta quasi del 40%, abbiamo rilanciato la produzione nazionale di petrolio e gas perché non è sensatissimo comprarli a migliaia di chilometri da qui quando una parte la possiamo estrarre in Italia, e abbiamo varato la legge che consente di riprendere dopo 40 anni il cammino del nucleare”, aggiunge la premier. 

Poi il tema della flessibilità. “L’Europa deve prendere atto che la crisi in Iran, la chiusura di Hormuz, l’instabilità del Mar Rosso stanno facendo salire i costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti e soprattutto alimentano un’inflazione che sfugge al nostro controllo, ma che pesa molto sulle famiglie, sui sistemi produttivi e sui conti pubblici. Ne ha discusso il ministro Giorgetti all’Ecofin di qualche giorno fa, io riproporrò personalmente la questione al Consiglio europeo che è previsto questo giovedì e venerdì: si tratta di una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità”, rimarca la presidente del Consiglio. 

Secondo la premier, “c’è un approccio sbagliato, quello di chi considera la politica estera fatta di cerimonie e comunicati, qualcosa che è lontano dalla vita dei cittadini”. Ma “sappiamo che non è così. In un mondo in cui il commercio globale si frammenta, i dazi tornano a essere uno strumento di pressione, le grandi potenze trattano da Stato a Stato, nessuna impresa per quanto forte può negoziare da sola l’accesso a un mercato, la rimozione di una barriera, la sicurezza di una rotta commerciale, lo può fare un governo, lo fa tanto meglio quanto più è presente, credibile, considerato un interlocutore affidabile. Quando un’impresa italiana bussa alla porta di un partner nazionale porta con sé anche la reputazione della sua nazione e se la nazione è stabile, rispettata, capace di mantenere gli impegni, quella porta si aprirà più facilmente”, sottolinea. “Per me la politica estera non è un’alternativa alla politica interna, ma è uno dei suoi strumenti più efficaci. Ogni relazione che stringiamo, ogni accordo che firmiamo spiana la strada a chi viene dopo: le imprese, i lavoratori, prodotti italiani, e alla fine si traduce in crescita, in lavoro, in benessere e dentro i nostri confini nazionali”, aggiunge Meloni. 

“Un’industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che la accompagni e la consideri come alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare, quando non direttamente da controllare o addirittura da ostacolare”, dice la premier. “La crescita italiana è ancora troppo debole – prosegue – dall’altra parte però è vero anche che l’economia italiana ha dimostrato in questi anni di saper reggere l’onda d’urto di uno degli scenari più complessi e incerti di sempre. I dati per i primi sei mesi di quest’anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all’1%, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta oltre le previsioni, perché si sa noi italiani veniamo spesso sottovalutati solo che quando ci sottovaluta l’Unione europea ci siamo abituati, quando invece veniamo sistematicamente sottovalutati dai nostri stessi organismi un po’ dispiace, ma tant’è. Questi risultati devono in ogni caso incoraggiarci non è una crescita che ci soddisfa, non potrebbe esserlo però è un segnale che non va neanche sminuito e invece qualcosa su cui insieme possiamo costruire”.  

“Una governance dell’intelligenza artificiale è urgente, ma è un tema che va affrontato a livello globale”, dice la presidente del Consiglio. “La legge nazionale sull’Ia ha messo a disposizione anche un miliardo di euro di investimenti nelle imprese che sviluppano l’intelligenza artificiale, cyber sicurezza, tecnologia abilitante, un primo segnale per dire che non vogliamo che l’Italia rimanga indietro, al quale ora ne vorremmo aggiungere un altro. Come avevo già detto in occasione dell’assemblea di Confindustria: considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud, quindi voglio annunciare che col ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni”, afferma Meloni. 

Per quanto riguarda Transizione 5.0, “il ministro Urso, che ringrazio, è in procinto di pubblicare una nuova circolare per semplificare ulteriormente i processi. Io invito tutti voi a segnalare ogni proposta operativa utile che possa rendere questo strumento sempre più efficace. E’ nel nostro come nel vostro interesse ed è fondamentale per far funzionare meglio una misura che già riscuote successo, atteso che sono oltre 22.000 le domande presentate per più di 6,7 miliardi di euro di investimenti innovativi”. 

 

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