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Morte 13enne Alessandro Farina, legale famiglia ‘Cassazione conferma tardiva diagnosi diabete’

(Adnkronos) – “La Corte di Cassazione ha posto la parola fine alla travagliata vicenda giudiziaria che ha riguardato l’accertamento delle responsabilità sulla morte del piccolo Alessandro Farina, confermando che si è trattato di un caso di malasanità, che vi è stata una tardiva diagnosi della malattia da cui era affetto, diabete di tipo 1, diabete genetico, e che i protocolli utilizzati per curarlo successivamente sono stati del tutto inadeguati”. Così l’avvocato Federico Conte, che ha assistito la famiglia della vittima, in una nota commenta la sentenza con cui la Cassazione “ha confermato la responsabilità dei sanitari e dell’azienda ospedaliera di Salerno per la morte del giovane”. Alessandro, ricostruisce una nota del legale, era stato condotto al Pronto soccorso dell’ospedale ‘Ruggi d’Aragona’ di Salerno il 23 dicembre del 2017 “con sintomi chiaramente evocativi di una crisi metabolica erroneamente inquadrata come una reazione allergica, con le conseguenti dimissioni. L’errore inescusabile – si legge – ha portato al secondo ricovero d’urgenza il giorno di Natale a seguito di una crisi iperglicemia, una condizione grave, ma ancora reversibile se si fossero adottate correttamente in reparto le linee guida di riferimento sul trattamento del diabete e sulle procedure di reidratazione, invece gravemente e colposamente disattese”.  

“E’ una sentenza molto importante perché riguarda un fatto drammatico che è espressione anche di un fenomeno molto diffuso – sottolinea Conte – La malattia diabetica nei giovani italiani ha percentuali di diffusione molto alta ed è per questa ragione che il legislatore con la legge 130 del 2023, proprio ispirandosi al caso del piccolo Alessandro, ha stabilito come obbligatorio nel triage di pronto soccorso per i ragazzi fino a 17 anni l’adozione di uno stick glicemico. E’ stata una battaglia lunga e difficile, tre gradi di giudizio, senza esclusione di colpi, ma alla fine giustizia è stata fatta”.  

Afferma la madre di Alessandro, Tiziana Morra: “E’ una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità – rimarca – e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante”. Nel giudizio era costituito, parte civile, anche Francesco Morra, zio della giovane vittima, sindaco del Comune di Pellezzano, che ha seguito in prima persona il processo per conto della famiglia. 

salute/sanita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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