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Mps, settimana decisiva per il risiko: a poche ora da cda Banco Bpm cede in Borsa -2,31%

(Adnkronos) – Pronti, via. Una settimana decisiva per la partita di Mps. Nel pomeriggio di domani si riunisce il cda di banco Bpm e secondo quanto apprende AdnKronos, gran parte dei consiglieri sarà collegato da remoto. E’ ancora presto per fare previsioni ma secondo indiscrezioni raccolte da AdnKronos, il board potrebbe conferire all’ad Giuseppe Castagna il mandato per esaminare più nel dettaglio l’operazione. Dubbi sulla posizione di Credit Agricole anche se, stando alle fonti, non si esclude che i consiglieri possano astenersi. Eventuali veti della banca francese, si apprende, potrebbero sempre concretizzarsi successivamente. Dopo l’apertura iniziale di giugno, la banque Verte aveva espresso contrarietà all’aggregazione tra Banco Bpm e Mps, ribadendo la preferenza per una combinazione tra Banco Bpm e le proprie attività italiane. “Non vedo motivi per aderire all’offerta”, commenta all’AdnKronos l’economista ed ex presidente di Ferrovie dello Stato Marcello Messori. 

“I francesi – spiega l’ex professore presso Louvain-la-Neuve, Paris – Nanterre, Nice-Sophia-Antipolis e Sciences Po – hanno un controllo di fatto di Banco Bpm, hanno credit Agricole Italia e potenzialmente potrebbero combinare le attività delle due banche raggiungendo una dimensione ragguardevole per il mercato nazionale e con un respiro europeo perché alla casa madre. Nel nuovo Gruppo invece dovrebbero diventare azionisti di minoranza perché ci saranno vincoli nell’eventualità a che Credit Agricole diventi un azionista di maggioranza relativa”. Secondo altre fonti finanziarie si riunirà prossimamente anche il cda di Generali, anche se non è stato ancora definito se sarà questa settimana.  

Altro incontro, sempre domani alle 15, al ministero dell’Economia, quando il governatore della Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Siena Nicoletta Fabio e la presidente della provincia Agnese Carletti incontreranno il ministro Giancarlo Giorgetti. Nella lettera inviata a Giorgetti, gli enti locali hanno definito Mps non una semplice realtà creditizia, ma un presidio economico, sociale, occupazionale e culturale imprescindibile per Siena, la sua provincia e l’intera Toscana. Da qui la richiesta all’esecutivo di ascoltare la voce dei territori e di valutare, nell’ambito delle proprie competenze, tutti gli strumenti normativi e di salvaguardia istituzionale disponibili, compreso il golden power. Il territorio chiede inoltre che il governo faccia pesare il proprio ruolo prima di compiere ulteriori passi nell’uscita dal capitale della banca.  

 

 

 

 

Il vero punto critico, per i piani di Lovaglio, resta l’assemblea. L’operazione dovrà essere sottoposta al voto dei soci e per procedere servirà una maggioranza dei due terzi. L’assemblea straordinaria è stata convocata per il 29 ottobre: una data che potrebbe essere troppo lontana. È proprio questo – secondo quanto apprende AdnKronos – uno degli elementi sui quali i legali di Intesa Sanpaolo stanno effettuando approfondimenti in vista di eventuali osservazioni alla Consob. 

La questione, secondo quanto si apprende, è legata alla passivity rule, che vincola Mps dal momento in cui Intesa Sanpaolo ha annunciato la propria Opas sulla banca senese. Il principio impone, in sostanza, una limitazione alla possibilità del management della società target di compiere atti o iniziative che possano ostacolare l’offerta senza l’autorizzazione dell’assemblea. Ed è qui che si inserisce il problema della tempistica: fissare il voto al 29 ottobre – questo è il ragionamento – significa lasciare a Luigi Lovaglio diverse settimane per presentare il progetto agli investitori e cercare di costruire il consenso necessario. L’amministratore delegato del resto intenderebbe intensificare da settembre gli incontri con gli investitori per spiegare il progetto e raccogliere consensi. Obiettivo non facile. “Stavolta i fondi potrebbero non sostenerlo: basti guardare all’articolo del Financial Times (dove l’operazione viene definita folle, ndr)”, dice Messori. 

D’altro canto, proprio questa attività di “roadshow” – spiegano le fonti- potrebbe diventare uno degli elementi su cui fare chiarezza: quanto è compatibile con la passivity rule una campagna di persuasione degli azionisti condotta prima che l’assemblea abbia autorizzato l’operazione? Il mercato nel frattempo continua a guardare con freddezza alla doppia operazione lanciata su Banco Bpm e Banca Generali. Gli analisti di Equita hanno evidenziato un rischio di esecuzione elevato, assunzioni industriali particolarmente sfidanti e una limitata attrattività economica per gli azionisti delle società target. In Borsa Mps ha chiuso a +0,38%, Banco Bpm cede 2,31% e Banca Generali -0,60%.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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