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martedì 1 Settembre 2026
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Tra 12 anni il sorpasso: al Nord più coppie senza figli che con figli (poi toccherà al resto d’Italia)

Tra appena dodici anni, nel 2038, al Nord Italia le coppie senza figli supereranno quelle con figli. Al Centro accadrà nel 2044, a livello nazionale nel 2047. Nel Mezzogiorno, invece, le coppie con figli resteranno più numerose di quelle senza figli almeno fino al 2050.

Dodici anni sono il tempo che separa un bambino che oggi va alle elementari dalla maturità. È in un orizzonte così vicino che si muovono le nuove previsioni Istat sulle famiglie italiane: riguardano famiglie che stanno crescendo, coppie già formate e genitori che nei prossimi anni vedranno cambiare la composizione della propria famiglia e di quelle intorno a loro.

Oggi le coppie con figli sono ancora 7,5 milioni, contro 5,4 milioni senza figli. Nel 2050 saranno 5,8 milioni contro 5,9. In venticinque anni le prime diminuiranno del 22,3%, le seconde cresceranno dell’8,8%.

Intanto accadrà qualcosa che, a prima vista, sembra contraddittorio: l’Italia avrà meno abitanti ma più famiglie. I nuclei passeranno dai 26,7 milioni del 2025 a 27,9 milioni nel 2043, quando raggiungeranno il massimo, per poi scendere a 27,6 milioni nel 2050. La dimensione media, però, si ridurrà da 2,20 a 1,98 componenti: più famiglie, quindi, ma nuclei sempre più piccoli.

Meno figli oggi, meno genitori domani

Il calo delle coppie con figli non comincia domani. Comincia nei bambini che non sono nati trent’anni fa. Le generazioni che oggi entrano nelle età in cui più spesso si forma una famiglia sono meno numerose di quelle precedenti, perché arrivano dopo decenni di bassa natalità. L’Istat indica proprio la riduzione delle generazioni in età riproduttiva, insieme al rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli, tra le cause strutturali del calo previsto.

Il meccanismo è semplice: se trent’anni fa sono nati meno bambini, oggi ci sono meno trentenni. E se ci sono meno trentenni, anche senza un ulteriore calo della fecondità il numero complessivo delle nuove famiglie con figli tende a ridursi. L’Istat parla infatti di un processo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine, a loro volta, a un numero più contenuto di famiglie con figli.

Il calo riguarderà sia le coppie con almeno un figlio sotto i 20 anni, che perderanno oltre un milione di unità, sia quelle in cui tutti i figli hanno già compiuto 20 anni. In entrambi i casi la riduzione sarà superiore al 22%.

Il risultato è che la famiglia con figli si riduce sia “all’inizio” sia “alla fine” del ciclo familiare: ci saranno meno coppie che entrano nella fase della genitorialità e meno coppie che restano a lungo nella categoria delle famiglie con figli conviventi.

Le coppie “senza figli” non sono tutte uguali

Dire che nel 2050 le coppie senza figli saranno più numerose di quelle con figli non significa che l’Italia sarà popolata soprattutto da persone che hanno rinunciato alla genitorialità.

Dentro quella categoria convivono storie molto diverse. Ci sono coppie che non hanno avuto figli, altre che ne hanno rinviato la nascita e altre ancora che i figli li hanno avuti, cresciuti e accompagnati fuori casa. Con l’uscita dei figli dalla famiglia di origine, molte coppie anziane rientrano infatti tra i cosiddetti “nidi vuoti”. È uno dei motivi per cui le coppie senza figli saliranno da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050, arrivando al 21,4% delle famiglie.

Una coppia di trentacinquenni che non ha ancora avuto bambini e una coppia di settantenni con due figli adulti che vivono altrove finiscono così nella stessa casella. La composizione familiare è identica, la storia che c’è dietro no.

Ed è proprio l’invecchiamento a spostare ulteriormente gli equilibri. Nel 2050 cresceranno soprattutto le famiglie composte da una sola persona: da circa 10 milioni nel 2025 a 11,6 milioni, il 16% in più. La loro quota sul totale salirà dal 37,5% al 42%.

Più della metà di chi vivrà solo sarà anziano. Gli over 65 soli passeranno da 4,6 a 6,6 milioni e rappresenteranno il 57% delle persone sole. Gli ultrasettantacinquenni arriveranno a 4,7 milioni, 1,7 milioni in più rispetto a oggi; 3,4 milioni saranno donne.

Anche qui il dato cambia volto se lo si porta dentro una casa. Un venticinquenne che vive da solo e una donna di 82 anni senza conviventi contano entrambi come famiglie unipersonali, ma hanno bisogni quasi opposti. Nel secondo caso entrano in gioco autonomia, mobilità, accesso ai servizi e assistenza. Lo stesso Istat segnala che vivere soli può incidere sulla qualità della vita soprattutto dopo i 75 anni, quando aumentano fragilità e bisogni assistenziali.

Nel frattempo, cresceranno anche i nuclei con un solo genitore. Passeranno da 2,8 a 3,3 milioni, con un’incidenza sul totale delle famiglie dal 10,6% al 12%. Le madri sole resteranno la componente più numerosa, ma aumenterà il peso dei padri: dal 19,3% al 24,1% di tutti i monogenitori.

La famiglia italiana del 2050, insomma, non sarà semplicemente “più spesso senza figli”. Sarà più frammentata: più persone sole, più coppie rimaste in due, più genitori soli, meno nuclei numerosi.

Al Nord prima, ma il Sud cambia più di quanto sembri

Il sorpasso arriverà prima al Nord, ma è nel Mezzogiorno che si vede quanto le distanze tra i diversi modelli familiari italiani siano destinate a ridursi. Oggi quasi una famiglia meridionale su tre è formata da una coppia con figli, una presenza nettamente superiore a quella registrata nel Centro-Nord. Nel 2050 saranno poco più di una su cinque.

Le coppie senza figli cresceranno invece in tutte le ripartizioni. Al Sud non riusciranno ancora a superare quelle con figli, ma ci andranno molto vicino: nel 2050 le due quote saranno rispettivamente del 20,4% e del 22,4%. Oggi tra i due gruppi ci sono quasi tredici punti di distanza; a metà secolo ne resteranno appena due.

Il cambiamento si vede ancora meglio guardando a chi vive solo. Nel Mezzogiorno le persone sole aumenteranno più che nel resto del Paese e arriveranno a rappresentare quasi quattro famiglie su dieci. Al Nord e al Centro saranno già più di quattro su dieci.

Anche la tradizionale maggiore ampiezza delle famiglie meridionali tenderà a ridursi. Oggi al Sud un nucleo conta in media 2,29 componenti; nel 2050 si arriverà a due. Nord e Centro saranno poco sotto quella soglia.

Il Mezzogiorno conserverà quindi più a lungo una presenza maggiore di coppie con figli, ma assomiglierà molto più di oggi al resto d’Italia: famiglie più piccole, più persone sole e una distanza sempre più ridotta tra coppie con figli e senza figli.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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