“A tavola senza schermi”, il progetto in Sardegna invita alla disconnessione al ristorante

Il 95% degli adolescenti italiani usa regolarmente lo smartphone e più della metà lo tiene acceso 24 ore su 24. Circa uno su quattro mostra segnali di uso problematico. L’87% dei genitori di preadolescenti chiede più informazioni su come gestire il rapporto dei figli con il digitale. A fotografare questo scenario è la guida pratica Bambini e adolescenti in un mondo digitale, curata dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) dai cui dati deriva “A tavola senza schermi”. L’iniziativa coinvolge 15 attività ristorative della Sardegna, da Cagliari a Olbia, passando per Nuoro e Oristano. A lanciare l’invito è la Federazione italiana pubblici eserciti e l’Ufficio della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. L’idea è semplice: “riportare al centro del pasto il tempo in famiglia, con telefoni e tablet a risposo mentre si mangia”. Un modo per riscoprire il piacere del gioco e del dialogo in uno dei momenti più importanti della giornata: il pasto.

Nei locali le famiglie troveranno il patto di disconnessione volontario, il “Kit del Ritrovo” con giochi e attività per fasce d’età e il pieghevole con i consigli per i genitori, che rimanda tramite QR code alla guida completa della Fimp. In 15 ristoranti dell’isola che hanno aderito all’iniziativa, per un mese, alle famiglie saranno forniti giochi e materiale informativo e una guida su bambini e adolescenti in un mondo digitale.

Il progetto

La Garante regionale Anna Cau ha presentato il progetto richiamando l’importanza di iniziative che possano coinvolgere la comunità locale nella responsabilità di garantire a giovani e adolescenti momenti educativi adeguati. “Anche questa piccola iniziativa può aiutare le famiglie – ha spiegato Cau -. Il digitale deve essere ben governato, i minori devono essere protetti dall’abuso dei dispositivi elettronici e da contenuti inadatti.  I genitori devono essere consapevoli dei rischi e delle opportunità dell’uso degli strumenti tecnologici”.

L’invito riguarda il potere della disconnessione: proporre ai minori di giocare, colorare e interagire con i genitori senza guardare gli schermi.

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, il presidente Fipe Confcommercio Emanuele Frongia ha spiegato che “un ristorante è un luogo in cui ci si incontra, si parla e si condivide del tempo. Con “A tavola senza schermi” vogliamo valorizzare questa funzione, invitando le famiglie a riscoprire il piacere di stare insieme anche nell’attesa di un piatto. I ristoratori che aderiscono mettono a disposizione giochi e attività per i più piccoli, offrendo un’alternativa concreta al telefono. Ma il primo esempio deve arrivare da noi adulti: chiedere ai bambini di rinunciare allo schermo ha senso se siamo disposti a farlo anche noi. La ristorazione sarda può dare un contributo importante, trasformando un gesto semplice in un’occasione per ritrovare ascolto, attenzione e convivialità”.

Dello stesso parere è Giuseppe Scura, direttore Confcommercio Sud Sardegna, per il quale il progetto dimostra “quanto le imprese possano contribuire alla qualità della vita delle comunità. La collaborazione tra ristoratori, pediatri e istituzioni permette di accompagnare le famiglie con strumenti pratici, portando un messaggio educativo nei luoghi della quotidianità. Il carattere volontario dell’iniziativa è un punto di forza: le persone vengono coinvolte attraverso una proposta accogliente, facile da comprendere e da sperimentare. Per Confcommercio sostenere questo percorso significa riconoscere il valore sociale dei pubblici esercizi e promuovere un’attenzione alle famiglie che passa anche da piccoli cambiamenti nelle abitudini. Un’esperienza positiva al ristorante può diventare uno stimolo da portare anche a casa”.

Come funziona “A tavola senza schermi”

Il progetto prevede che al tavolo del ristorante i telefoni riposino: “in borsa o in un cestino, per grandi e piccoli. Si usa il tempo del pasto per raccontarsi la giornata. Per i più piccoli, un gioco o un’attività manuale sostituisce lo schermo nell’attesa delle portate (ma quando si mangia i giochi non stanno a tavola). Le eccezioni si decidono insieme, prima. Le chiamate davvero urgenti si fanno fuori dal tavolo”, si legge nella nota di presentazione sul sito della Regione Sardegna.

I ristoratori coinvolti operano a Cagliari, Quartu Sant’Elena, Capoterra, Nuoro, Bari Sardo, Ussassai, Oristano, Alghero, Olbia e Santa Teresa Gallura: dalle città ai piccoli centri, da nord a sud, il tema si presenta ovunque.

Dietro l’iniziativa c’è la crescente preoccupazione degli ultimi anni di un aumento considerevole dell’uso di smartphone da parte di fasce di giovani sempre più piccoli d’età. Come ha evidenziato il pediatra Osama Al Jamal, presidente della Federazione italiana medici pediatri della Sardegna, la situazione è molto preoccupante: “La maggior parte dei genitori non è consapevole, dobbiamo educarli alla consapevolezza dei rischi ma anche dei vantaggi della tecnologia. Non è solo una questione legata ai tempi di utilizzo dei dispositivi, ma anche dei contenuti veicolati. I fenomeni di insonnia, isolamento sociale, autolesionismo sono, purtroppo sotto gli occhi di tutti”.

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Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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