Chiara Appendino a Firenze: “Renzi inaffidabile e allontana voti”. Il leader IV: “Non candidiamo persone condannate”

Botta e risposta Appendino-Renzi a Firenze, alla Festa dell’Ottimismo de Il Foglio nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio di scena sabato 10 ottobre.

Chiara Appendino, deputata M5S di cui è leader Conte, ex sindaca di Torino, intervistata da Ruggiero Montenegro, non le manda a dire al senatore toscano Matteo Renzi, leader di Italia Viva.

Appendino: “Renzi ha dimostrato più volte di essere inaffidabile. Nel campo progressista c’è un tema Renzi: il punto non è solo quanti voti ci porta, ma quanti ce ne toglie. Per questo penso che porre un veto in questo caso sia un atto di coraggio”.

Pronta la replica dell’ex premier Matteo Renzi, protagonista alla Festa dell’ottimismo, intervistato da Salvatore Merlo: “Ci sono degli autorevoli leader del Movimento 5 Stelle che chiedono patenti agli altri. Lo dico io a Chiara Appendino: non candideremo persone condannate con sentenza passata in giudicato dalla Cassazione, come ad esempio Chiara Appendino. Non mettiamo veti, ma non candidiamo condannati pregiudicati. Una cosa è il garantismo. Lezioni di moralismo o di moralità, o semplicemente di morale, le prendiamo da tutti, tranne che dai pregiudicati, condannati con sentenza passata in giudicato”.

Poi Renzi: “Il campo largo è composto da Pd, Avs e M5s. Basta. Noi non ci siamo, non ne facciamo parte. Il campo largo perde perché Pd, Avs e M5S tutti insieme non arrivano al 40%: se vogliono vincere, hanno bisogno di fare una cosa più larga del campo largo: si chiama centrosinistra. Hanno bisogno anche di una forza riformista, centrista, garantista. Tutte cose che Iv-Casa Riformista possono portare. Se stiamo in maggioranza si vince, se non ci stiamo no”.

Appendino: ‘Io favorevole a un contratto ‘alla tedesca’? Un contratto con Renzi c’era già, il Conte II, e lui l’ha fatto cadere nel gennaio 2021, in piena pandemia. Io penso che il tema non siano i contratti o il perimetro del programma. Io penso si debba avere l’onestà intellettuale per dire che qui le questioni sono sostanzialmente due. L’affidabilità, perché Renzi ha dimostrato più volte di essere inaffidabile. E la questione prettamente elettorale: tutti i recenti sondaggi dicono che non è che non lo amo solo io o non lo ama solo il M5S, a non amarlo è il popolo progressista. D’altronde, per andare sui temi: gli operai che incontro ai cancelli delle fabbriche in crisi non si scordano del jobs act, come molti studenti non scordano la buona scuola, come le persone in difficoltà non dimenticano di quando si scagliava contro il reddito di cittadinanza. Tutti i più recenti sondaggi dicono che allontana voti e che è un fattore sottrattivo: la vera domanda da porsi non è quanti voti porta ma quanti ce ne fa perdere. E allora le dico che a volte mettere un veto è un atto di coraggio necessario per costruire un’alternativa forte e credibile”. 

La replica a Renzi: “Leggo con stupore che, ancora una volta, Matteo Renzi sceglie di replicarmi tirando in ballo la mia vicenda giudiziaria anziché rispondere sul piano politico. Dispiace constatare la volontà di buttarla in rissa, mentre la nostra priorità assoluta deve restare quella di costruire un’alternativa solida e credibile al governo Meloni. Purtroppo, Renzi preferisce inquinare il dibattito cadendo in basso”.

ro

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Siena
cielo coperto
16.6 ° C
16.6 °
16.6 °
84%
0.3m/s
100%
Sab
17 °
Dom
23 °
Lun
22 °
Mar
20 °
Mer
22 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS