Bonus libri, nuovo fondo rinviato al 2027: la soglia Isee aumenta (ma i beneficiari diminuiscono)

Il nuovo fondo per i bonus libri, previsto dalla Legge di bilancio 2026 ma mai partito, slitta ufficialmente al 2027. Lo sancisce il decreto scuola emanato dal presidente della Repubblica il 30 settembre e approvato dal Cdm il 24 settembre. Dopo il consiglio, l’esecutivo ha annunciato tramite comunicato: “Sono incrementate le risorse per la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo e, dal 2027, è istituito un fondo di 20 milioni di euro annui per contributi erogati direttamente alle famiglie con un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 40.000 euro”.

Ecco cosa cambia rispetto al contributo già in vigore.

Cosa cambia nel 2027

Nel 2026 il bonus libri esiste già ma viene erogato su base regionale e comunale per le famiglie meno abbienti. È rinviato invece il nuovo contributo statale da 20 milioni di euro all’anno gestito centralmente (e non dalle amministrazioni locali). I Comuni non saranno più coinvolti nell’erogazione del Bonus libri.

Per evitare di perdere i soldi già stanziati per l’anno in corso, la norma ha stabilito che quei 20 milioni di euro (diventati 21 con i calcoli tecnici) non vengano cancellati, ma siano temporaneamente dirottati per rinforzare il fondo ordinario dei Comuni già esistente nel 2026. I bandi regionali e comunali per il rimborso dei libri scolastici restano regolarmente accessibili a tutti gli studenti aventi diritto per l’anno scolastico 2026-2027, mentre la riforma centralizzata che alzerà l’Isee a 40.000 euro riducendo però le classi ammesse entrerà in vigore solo a partire dal 2027.

Chi potrà richiederlo

Il decreto scuola inserisce infatti una modifica importante: dall’anno prossimo, il bonus non sarà più destinato ai libri degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ma potrà essere richiesto per alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado e delle classi prime e terze della scuola secondaria di secondo grado.

Per conoscere tutti i dettagli operativi sul Bonus libri, bisogna attendere il relativo decreto attuativo che sarà emanato dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Un’altra novità, infatti, è che la gestione di questo contributo passa dal Ministero dell’Interno a quello dell’Istruzione e del Merito.

Si sa già con certezza che l’importo sarà attribuito secondo scaglioni inversamente proporzionali all’Isee e che le domande saranno gestite tramite la Piattaforma Unica. Le famiglie pagheranno i libri scolastici, poi l’Ufficio scolastico regionale competente elargirà il bonus tramite bonifico.

Perché l’Isee aumenta ma la platea diminuisce

Nonostante l’aumento della soglia Isee da 30 a 40 mila euro, la relazione tecnica stima una riduzione dei potenziali beneficiari, attualmente pari a circa 1,97 milioni di studenti. Con il nuovo sistema, la platea si ridurrebbe a circa 1,269 milioni di studenti perché il beneficio viene limitato alle tre classi considerate più onerose per l’acquisto dei libri. Una riduzione di circa il 35%, che equivale a quasi 700 mila studenti in meno e circa 540 mila nuclei familiari esclusi rispetto alla disciplina precedente.

L’inflazione non risparmia i libri

Il nuovo fondo viene approvato mentre si accende il dibattito sul costo dell’istruzione. Tramite un comunicato stampa dell’associazione, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona ha fatto il punto sulla situazione: “I libri scolastici rincarano del 2,3% rispetto al 2025, non più del solito. Ma è la spesa dei libri che devono pagare le famiglie a decollare. Infatti, il ministro Valditara ha alzato quest’anno dal 15% al 20% la possibilità per le scuole di sforare il tetto di spesa per i libri scolastici della scuola secondaria di primo e secondo grado, un incremento di un terzo che, rispetto agli importi previsti nei decreti significa un balzo aggiuntivo del 4,35% rispetto allo scorso anno”, scrive Dona.

Secondo il presidente dell’Unc, “Il colpo di grazia per chi manda i figli a scuola arriva dall’escamotage che da anni la stragrande maggioranza delle scuole adotta per non rispettare i tetti e sfuggire così ad ogni vincolo, ossia lo stratagemma dei libri ‘consigliati’, come se fossero facoltativi e le famiglie poi non li acquistassero”, scrive Dona denunciando “aumenti doppi rispetto a quelli dei libri obbligatori e con superamenti dei tetti che arrivano anche oltre il 50%. In pratica, formalmente si sta sotto il costo massimo ammesso, ma nascondendo la mano lo si supera abbondantemente”.

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, riportati nella relazione tecnica del decreto scuola, la spesa media per studente è così distribuita tra le classi che rientrano nel bonus libri 2027:

  • Prima media: studenti 502.232, spesa media €298,19;
  • Prima superiore: studenti 542.676, spesa media €317,19;
  • Terza superiore: studenti 546.674, spesa media €293,75.

Questi dati si riferiscono all’anno scolastico in corso e non considerano le eventuali variazioni future.

Non solo libri: gli altri aumenti dei costi scolastici

All’alba del nuovo anno scolastico, l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha pubblicato le stime dei rincari. Per ogni studente si spenderanno mediamente 673,60 euro per il corredo scolastico e i ricambi, il 2,3% in più rispetto al 2025, ai quali si aggiungono 545,66 euro per i libri di testo, in aumento dell’1,6%. Per chi comincia le superiori il conto sale a 1.478,75 euro.

Se serve acquistare anche una nuova dotazione tecnologica, l’associazione stima una spesa ulteriore di oltre 421 euro a studente. Per chi inizia le superiori il costo complessivo può quindi avvicinarsi a 1.900 euro. Per una famiglia con due figli che iniziano contemporaneamente prima media e prima superiore (le due classi più esposte ai rincari) Federconsumatori stima una spesa di 2.713,96 euro che vanno a gravare sul bilancio familiare.

Per approfondire: Caro scuola, settembre presenta il conto: fino a 1.900 eur per un figlio

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Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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