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Femminicidio Lorena Isceri, Firenze e Bologna capofila. Lepore: “Con Sara Funaro iniziativa congiunta con sindaci Anci”

Firenze, sindaca Sara Funaro, e Bologna, sindaco Matteo Lepore, insieme in iniziative congiunte con i sindaci italiani dopo il femminicidio di Lorena Isceri, assassinata da Federico Vella.

 

Femminicidio Lorena Isceri, Firenze e Bologna insieme. Lepore: "Con Sara Funaro iniziativa congiunta con sindaci Anci"

Aggredita, picchiata, legata, chiusa nel bagagliaio, lanciata da un viadotto dell’autostrada A1 a Barberino del Mugello dal suo assassino, ex compagno.

Lo rende noto Matteo Lepore, sindaco di Bologna dopo la fiaccolata con cui Firenze si è stretta nel dolore con la sindaca Funaro alla famiglia di Lorena, a mamma Antonia, in via Panciatichi, dove Lorena abitava.

Una folla di persone a Firenze con una candela e un fiore per Lorena, le sindache di Bergamo Elena Carnevali e Perugia Vittoria Ferdinandi, sindaci della città metropolitana.

E la sera precedente il giorno delle esequie, annuncia il sindaco Mario Pede, “faremo una fiaccolata a Squinzano con partenza dalla abitazione di Lorena fino alla panchina rossa della villa comunale”.

Il sindaco di Squinzano preannuncia la proclamazione del lutto cittadino per il giorno del funerale di Lorena.

Anci: “I sindaci italiani ci sono. Sono uniti e raccolgono l’appello del papà di Lorena. Di fronte alla violenza contro le donne non ci sono divisioni politiche: c’è una responsabilità comune e una battaglia che dobbiamo condurre insieme, ogni giorno, nei nostri territori”.

Matteo Lepore: “Crediamo sia molto importante che ai femminicidi e ai linguaggi di odio le istituzioni, soprattutto a livello locale, diano risposte congiunte a livello nazionale. Insieme alla sindaca di Firenze Sara Funaro, abbiamo deciso di proporre ai sindaci metropolitani un’iniziativa congiunta e di riunire il coordinamento Anci. ‘Fate in modo che non accada più’. Sono le parole di Franco, il papà di Lorena Isceri, brutalmente uccisa dall’ex fidanzato qualche giorno fa su un cavalcavia dell’A1. Un padre distrutto che ha chiesto alla politica di essere unita, di lavorare nelle scuole, di rafforzare i centri antiviolenza e gli strumenti per prevenire la violenza. Credo che questo appello non possa rimanere inascoltato”.

Bologna e Firenze sono legate da un accordo di collaborazione e come altre città sostengono centri antiviolenza, iniziative nelle scuole, percorsi di educazione all’affettività e alla consapevolezza nelle relazioni, le case di recupero per gli uomini che hanno agito violenza”.

“Vogliamo mettere queste esperienze a disposizione del Paese e costruire insieme ai nostri colleghi nuove iniziative. Perché davanti a un femminicidio non basta più contare le vittime, indignarsi e poi tornare alla normalità. Quest’anno sono già 34 le donne uccise. Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una comunità. E allora dobbiamo ascoltare le parole di Franco e fare della sua richiesta una responsabilità politica: unità, prevenzione, educazione e strumenti concreti per fermare la violenza”.

Università degli Studi di Firenze: “La morte di Lorena Isceri, ci colpisce profondamente. Di fronte all’ennesima donna uccisa, lo sgomento non basta.

L’Università ribadisce con forza il proprio impegno nel contrasto alla violenza contro le donne, attraverso la formazione, la ricerca e la promozione quotidiana di una cultura del rispetto, della parità e dell’autodeterminazione.
Alla famiglia di Lorena e a tutte le persone che le sono state vicine esprimiamo la nostra più sincera vicinanza”.

Anci: “I sindaci italiani ci sono. Sono uniti e raccolgono l’appello del papà di Lorena. Di fronte alla violenza contro le donne non ci sono divisioni politiche: c’è una responsabilità comune e una battaglia che dobbiamo condurre insieme, ogni giorno, nei nostri territori”.

Lo affermano Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata ANCI alle Pari opportunità, ed Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e presidente della commissione Pari opportunità ANCI.

“Condividiamo fino in fondo le parole di Franco, che nel momento più doloroso della sua vita ha trovato la forza di chiedere alla politica di unirsi, di investire nell’educazione dei giovani e di rafforzare la rete di protezione. Il suo appello non può cadere nel vuoto. Noi sindaci lo raccogliamo e lo trasformiamo in un impegno concreto: non ci voltiamo dall’altra parte, non lasciamo sole le donne, non ci arrendiamo alla violenza.
“I Comuni sono il presidio istituzionale più vicino alle persone. Noi sindaci abbiamo il dovere di esserci prima che la violenza diventi tragedia, attraverso la prevenzione, l’educazione, l’ascolto e il sostegno.

Mai bandiera bianca, la campagna nazionale promossa dall’ANCI insieme al Dipartimento per le Pari Opportunità, rappresenta questa scelta: l’86,9% dei Comuni capoluogo realizza progetti di prevenzione nelle scuole.

Dietro questi numeri ci sono amministratori e comunità che ogni giorno fanno la loro parte. Come sindaci italiani raccogliamo l’appello di Franco e lo rivolgiamo a tutto il Paese: restiamo uniti, non lasciamo sola nessuna donna, non giriamo lo sguardo davanti alla violenza. Facciamo della prevenzione una responsabilità quotidiana e della tutela delle donne un impegno di tutti. Per Lorena, per suo padre Franco, per tutte le donne: nessun passo indietro. Mai bandiera bianca”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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