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Appalti pubblici in Toscana: il mercato cresce a 10,5 miliardi nel 2025

Il mercato degli appalti pubblici in Toscana registra un segno positivo. Nel 2025 il valore delle commesse per lavori, servizi e forniture ha raggiunto quota 10,5 miliardi di euro, segnando un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente e superando i livelli raggiunti nel 2022, durante la fase più intensa del PNRR.

Il quadro emerge dal nuovo rapporto realizzato da Irpet e dall’Osservatorio regionale dei Contratti Pubblici, presentato a Firenze alla presenza dell’assessore regionale Alberto Lenzi. L’analisi si è concentrata sulle procedure di importo pari o superiore ai 40.000 euro, in un anno che ha segnato il passaggio definitivo verso la digitalizzazione integrale delle gare e l’applicazione del nuovo Codice dei contratti pubblici.

La crescita ha interessato tutte le categorie: i servizi sono aumentati del 29%, i lavori dell’8%, mentre le forniture hanno beneficiato di procedure cicliche legate all’acquisto di medicinali. Per quanto riguarda le opere edili, si è assistito a un riassorbimento dell’eccezionale spinta impressa dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tuttavia, il volume di lavori avviati dai Comuni resta elevato, confermando che il Piano ha agito come stimolo aggiuntivo e non come semplice sostituto dell’attività ordinaria.

Un aspetto centrale del mercato toscano rimane la forte presenza di imprese locali. Le aziende della regione si aggiudicano circa il 70% degli affidamenti per numero di contratti e il 40% del valore complessivo. Il tessuto produttivo appare frammentato e accessibile: le microimprese, con meno di dieci addetti, si assicurano circa il 60% degli appalti in termini numerici. Anche il ricorso al subappalto si mantiene su livelli stabili, con un intervento su sei, e vede le imprese toscane come principali destinatarie.

Sul fronte della gestione amministrativa, la Toscana si distingue per una qualificazione delle stazioni appaltanti superiore alla media nazionale. Il 46% dei lavori viene infatti affidato da enti dotati di certificazione ANAC, che attesta il possesso di competenze tecniche, personale formato e strumenti digitali adeguati.

L’assessore Lenzi ha commentato i dati sottolineando la necessità di guardare al futuro: “Dopo due anni di flessione siamo di fronte a una ripresa importante, con una grossa ricaduta sulle imprese. La sfida di domani sarà ottimizzare le risorse a disposizione, ora che il PNRR è terminato e non si intravedono, al momento, nuovi programmi di investimenti di analoga portata da parte dello Stato”.

REDAZIONE

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